Esplosione a Beirut, sale ancora il numero delle vittime

EDS NOTE: GRAPHIC CONTENT - Civilians carry a victim at the explosion scene that hit the seaport, in Beirut, Lebanon, Tuesday, Aug. 4, 2020. Massive explosions rocked downtown Beirut on Tuesday, flattening much of the port, damaging buildings and blowing out windows and doors as a giant mushroom cloud rose above the capital. Witnesses saw many people injured by flying glass and debris. (AP Photo/Hussein Malla)

BEIRUT – Salgono a 137 i morti e a 5mila i feriti causati dalla devastante esplosione di martedì pomeriggio al porto di Beirut, mentre si cercano altre persone che non rispondono all’appello. Lo ha dichiaralo il ministro della Salute, Hamad Hassan. Intanto gli ospedali sembrano non reggere alla sollecitazione dei tanti feriti giunti in queste ore.

L’inchiesta

Verrà aperta un’inchiesta per far luce sulle 2.750 tonnellate di nitrato d’ammonio immagazzinate negli hangar del porto poi esplose causando una carneficina. Mentre fa discutere il “gesto ipocrita” di Israele che ha illuminato con  i colori della bandiera del Libano il Comune di Tel Aviv.  Per l’ex ministro Raffi Perez “fornire assistenza umanitaria è un dovere” ma “esporre la bandiera di un Paese nemico nel cuore di Tel Aviv solleva una questione morale perché il Libano ha permesso a Hezbollah di rafforzarsi e consente all’Iran di portare avanti attività terroristiche dal proprio territorio”.

La testimonianza

“Ricordo un boato fortissimo, indescrivibile, gli avvenimenti succedevano molto velocemente. Subito dopo l’esplosione c’è stato qualche momento di smarrimento, era del tutto imprevisto, però stiamo tutti bene – spiega il Caporal maggiore capo scelto dell’Esercito Italiano Roberto Caldarulo, rimasto ferito – Per noi era una normale giornata di lavoro, stavamo preparando le prossima attività, la giornata era tranquilla. Siamo stati coesi, lucidi, ma anche davvero fortunati. Adesso la preoccupazione maggiore è per la popolazione libanese”.

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