Lufthansa in profondo rosso: nel 2024 il ritorno ai livelli pre-crisi

Nelle ultime settimane la compagnia ha iniziato a effettuare voli per le vacanze a corto raggio, ma a luglio le sue offerte hanno raggiunto solo il 20% circa del livello dello scorso anno

MILANO – Si riverbera sui conti del semestre di Lufthansa la crisi che per circa tre mesi ha bloccato il trasporto aereo. La compagnia tedesca chiude infatti il primo semestre con una perdita netta di 1,5 miliardi di euro, in calo rispetto all’utile di 226 milioni registrato l’anno precedente mentre i ricavi sono in flessione del 52% a 8,3 miliardi.

Un difficile ritorno alla normalità

E per vedere un ritorno alla piena normalità il percorso sarà tutt’altro che breve. Lufthansa si aspetta infatti un ritorno della domanda di voli ai livelli pre crisi solo nel 2024. “Stiamo assistendo a una riduzione del traffico aereo globale – ha commentato il ceo Carsten Spohre soprattutto per le rotte a lungo raggio non ci sarà un rapido recupero”. “Siamo stati in grado di contrastare gli effetti della pandemia di coronavirus nella prima metà dell’anno – ha aggiunto – con una rigorosa gestione dei costi e con i ricavi di Lufthansa Technik e Lufthansa Cargo. E stiamo beneficiando dei primi segnali di ripresa sulle rotte turistiche. Tuttavia, non ci sarà risparmiata una vasta ristrutturazione della nostra attività”. “Siamo convinti che l’intero settore dell’aviazione debba adattarsi a una nuova normalità”, ha concluso Spohr.

Il piano di salvataggio

Lufthansa ha reso noto di aver trasportato il 96% in meno di passeggeri durante il trimestre aprile-giugno con un calo delle entrate dell’80%, a 1,9 miliardi di euro dai 9,6 miliardi di euro dello stesso trimestre dell’anno precedente. La maggior parte di queste entrate proveniva dalle attività di carico e manutenzione della società, non dai passeggeri in volo. Luftansa è al centro di un piano di salvataggio da parte del governo tedesco per consentirle di continuare a volare ma il gruppo prevede che uscirà dalla pandemia fortemente ridimensionata con 22.000 posti di lavoro in meno a causa di un programma di riduzione dei costi.

Nelle ultime settimane la compagnia ha iniziato a effettuare voli per le vacanze a corto raggio, ma a luglio le sue offerte hanno raggiunto solo il 20% circa del livello dello scorso anno. E la capacità di corto e medio raggio aumenterà al 40% nel terzo trimestre mentre le rotte a lungo raggio, normalmente una fonte chiave di guadagni, secondo la compagnia “continueranno a essere servite solo in misura molto limitata a causa delle restrizioni in corso”.

(LaPresse)

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