Scuola, prove di ripartenza. Ma Azzolina resta nel mirino: si assume da preside

Ma per la ministra e i sindacati, in realtà, il protocollo costituisce "un passo importante"

Foto Roberto Monaldo / LaPresse in foto Lucia Azzolina

ROMA –  La scuola prova a ripartire, ma non si placano le polemiche intorno a Lucia Azzolina. A viale Trastevere la ministra e i sindacati sottoscrivono il Protocollo per la sicurezza in vista della ripresa di settembre. Ma a finire nel mirino delle opposizioni è l’assunzione di 450 dirigenti scolastici, vincitori del concorso bandito nel 2017, cui la stessa Azzolina aveva partecipato – risultando poi vincitrice – quando era parlamentare della commissione scuola ed istruzione della Camera.  

Pioggia di critiche per la ministra Azzolina

“In Italia c’è una sola persona pienamente soddisfatta del ministro Azzolina: è la stessa Azzolina, aspirante dirigente scolastico, che aveva partecipato a un concorso e ora potrebbe essere assunta grazie a una autorizzazione del suo stesso ministero, alla faccia dei precari che non sono membri del governo – tuona Matteo SalviniLa scuola italiana merita di più e soprattutto non merita la Azzolina: né come ministro, né come dirigente”. “La ministra che assume se stessa? Una notizia che spero venga immediatamente smentita. Oppure il conflitto di interessi per i Cinque Stelle vale solo quando riguarda gli altri?”, gli fa eco la presidente dei senatori di FI Anna Maria Bernini.

La smentita

A smentire questa ricostruzione arriva una nota del ministero dell’Istruzione: “Nessun conflitto di interessi in merito al concorso per dirigenti scolastici. Le assunzioni e lo scorrimento della graduatoria di merito del concorso, cui la ministra ha legittimamente partecipato, sono di stretta competenza del Ministero (cioè dell’Amministrazione) e non della Ministra, in base a un principio di netta separazione del potere politico dalla funzione amministrativa”, chiarisce viale Trastevere. Di più: Smettere di assumere solo perché fra i vincitori di quel concorso figura anche la ministra, che si è iscritta alle prove nel 2017, quando era solo una docente. E lo ha regolarmente superato, sarebbe un illecito, oltre a ledere l’organizzazione delle scuole.

Il centrodestra boccia il protocollo di sicurezza

Il centrodestra, in ogni caso, boccia senza mezze misure anche il protocollo di sicurezza siglato con i sindacati. “Nessuna certezza su ingressi scaglionati, classi aggiuntive per gli alunni, futuro dei precari. Niente piano straordinario di edilizia scolastica. Dal ministero ennesimo bluff sulla pelle di famiglie, studenti e personale scolastico”, attacca Salvini. Anche Bernini non va per il sottile: “E’ un manifesto di buone intenzioni che arriva drammaticamente in ritardo e che affida ai dirigenti scolastici una missione quasi impossibile”, commenta. “Dal Governo sono prevalsi l’approssimazione, i ritardi e la mancanza di visione per poter far ripartire la scuola in presenza ed efficienza” , è sicuro anche Fabio Rampelli, voce di FdI. 

L’accordo con i sindacati

Per Azzolina e i sindacati, in realtà, il protocollo costituisce “un passo importante”. L’accordo, tra le altre cose, prevede l’istituzione di un numero verde, attivo dal 24 agosto, per raccogliere quesiti e segnalazioni sull’applicazione delle misure di sicurezza, precise modalità di ingresso e uscita, indicazioni rigorose sulle pulizie degli spazi, attività di sostegno psicologico per fare fronte a situazioni di insicurezza, stress, timore di contagio, difficoltà di concentrazione e un impegno politico contro le cosiddette ‘classi pollaio’. Ma anche gestione di una persona sintomatica all’interno dell’istituto scolastico, contact tracing per dare risposte immediate in caso di criticità e l’impegno per risorse aggiuntive contro le classi pollaio. Bene il protocollo anche per l’associazione nazionale presidi che, però, per voce del suo presidente Antonello Giannelli chiede “chiarimenti urgentissimi” in assenza di spazi adatti e risorse. Azzolina rimandata a settembre, insomma.

(LaPresse/di Nadia Pietrafitta)

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