Dl agosto, testo in Cdm. Bellanova lascia la clinica per partecipare alla riunione

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse in foto Teresa Bellanova

ROMA – Dopo giorni di vertici a palazzo Chigi e tira e molla sulle singole misure arriva sul tavolo del Consiglio dei ministri di venerdì sera, come promesso entro la settimana, l’atteso decreto agosto che contiene le misure finanziate con i 25 miliardi del nuovo scostamento di bilancio. Il testo contiene molte misure via via inserite nel decreto ma ne perde altre, a partire da quella attesissima e cara al premier Giuseppe Conte, oltre che al M5s e a parte del Pd, del ‘cashback’ ai cittadini per pranzi e cene al ristorante.

C’è invece il fondo per la filiera della ristorazione, che ‘scende’ dal milione annunciato a 400mila euro, difeso strenuamente in questi giorni dalla ministra Teresa Bellanova: l’esponente di Iv viene a sapere che le risorse sono ancora in discussione e abbandona la clinica dov’era progammato il suo ricovero fino a lunedì per accertamenti e corre a palazzo Chigi. E’ sull’importo delle singole misure che dalla serata di giovedì a quella di venerdì si consuma l’ennesima lunga trattativa nel governo, con una riunione del consiglio dei ministri data per certo per l’ora di pranzo e poi svanita nel nulla, mentre il testo entrava e usciva dagli uffici della Ragioneria generale.

Se Italia Viva incassa lo slittamento da novembre ad aprile degli acconti di novembre sui redditi e dell’Irap degli Isa o gli autonomi in regime forfettari, misura a cui avevano legato la disponibilità a dare il via libera al decreto, pentastellati e democratici mal digeriscono la cancellazione del bonus sui consumi. Certo c’è, come preteso da Dario Franceschini, il contributo a fondo perduto – in tre scaglioni dal 10 al 20% per le attività economiche e commerciali dei centri storici, che abbiano visto le entrate di giugno più che dimezzate rispetto allo stesso periodo del 2019, ma ci si aspettava di più sul fronte dei consumatori.

Entrano invece un fondo da tre milioni di euro l’anno per la formazione delle casalinghe, la decontribuzione del 30% da ottobre a dicembre per gli imprenditori del Sud chiesta a gran voce dal ministro Dem Peppe Provenzano, e un nuovo assegno del reddito di emergenza da chiedere entro il 15 ottobre. Raddoppia la quota esentasse del welfare aziendale per i dipendenti fino a fine anno, mentre vengono ulteriormente diluiti i termini per pagare tasse e contributi sospesi a marzo, aprile e maggio: la prima metà potrà essere versata in un’unica soluzione, entro il 16 settembre, o in 4 rate mensili. L’altro 50% potrà essere dilazionato in 24 rate mensili a partire da gennaio 2021. Triplica il bonus baby sitter per i medici che sale a 237 milioni, a scapito però dell’indennità per badanti e colf, il cui fondo viene ridotto.

Confermato, rispetto all’intesa di giovedì sera, il pacchetto lavoro: 18 settimane di Cig (9 gratuite + 9 con contributo del 9 o 18%, salvo perdite di fatturato superiori al 20%, o in alternativa 4 mesi di sgravi. Chi usa uno dei due strumenti non potrà procedere con i licenziamenti, comunque bloccati fino al 15 novembre. Sei mesi di sgravi per le nuove assunzioni cui si aggiungono 3 mesi per gli stagionali. (LaPresse)

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