Usa 2020, l’intelligence: Russia in azione contro Biden, Cina contro Trump

Il tema è scottante, visto che già in precedenza l'inquilino della Casa Bianca ha rifiutato le valutazioni in merito dell'agenzia, che già aveva affermato il Cremlino avesse agito per sostenerlo nel 2016

Foto Press Association Niall Carson / PA Wire in foto Joe Biden

WASHINGTON – La Russia sta usando vari modi per denigrare il democratico Joe Biden in vista delle presidenziali di novembre, mentre persone legate al Cremlino lavorano per sostenere la rielezione del repubblicano Donald Trump. L’analisi arriva dal direttore del National Counterintelligence and Security Center (Ncsc), William Evanina. Nel più specifico avvertimento sinora sulla minaccia d’interferenza straniera da parte della comunità dell’intelligence Usa. Il tema è scottante, visto che già in precedenza l’inquilino della Casa Bianca ha rifiutato le valutazioni in merito dell’agenzia, che già aveva affermato il Cremlino avesse agito per sostenerlo nel 2016. E proprio ora il New York Times Magazine cita alti funzionari d’intelligence di Washington. Secondo cui Trump fece ammorbidire un report sul sostegno a Mosca nei suoi confronti.

Le relazioni tra Cina e Usa

In parallelo, i funzionari statunitensi credono che Pechino non voglia che Trump ottenga un secondo mandato e che abbia quindi accelerato la propria posizione critica verso la Casa Bianca. Aumentando gli sforzi per influenzare la politica negli Usa e facendo pressioni contro gli esponenti politici considerati opposti ai suoi interessi. Ma la valutazione del capo del controspionaggio riflette preoccupazione anche sul ruolo dell’Iran. Avvertendo che attori stranieri potrebbero tentare di minare l’infrastruttura elettorale, interferire nel processo di voto o mettere in dubbio i risultati. Evanina ha però puntualizzato che, nonostante queste preoccupazioni, gli esperti ritengono improbabile che i risultati possano essere manipolati. “Molti attori stranieri hanno una preferenza per chi vince le elezioni, che esprimono con uno spettro di dichiarazioni pubbliche e private; le pressioni segrete sono più rare”, ha detto Evanina. Siamo prima di tutto preoccupati dell’attività in corso e potenziale da parte di Cina, Russia e Iran”.

(LaPresse/AP)

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