Scuola, Azzolina fa dietrofront: le regioni possono anticipare l’avvio delle materne. Vince la Lombardia

La data del 14 settembre era stata scelta “per cercare di uniformare la ripartenza”, si difende il ministero dell'Istruzione

Foto Roberto Monaldo / LaPresse Nella foto Lucia Azzolina

ROMA – Dietrofront del ministero dell’Istruzione sulla riapertura delle materne, dopo le polemiche scoppiate con la Regione Lombardia che chiedeva di anticipare la data di inizio al 7 settembre anziché al 14. La ministra Lucia Azzolina affida a una nota la posizione ufficiale del Governo. “Non c’è nessun impedimento, è del tutto possibile anticipare (o posticipare) l’avvio delle lezioni nelle scuole dell’infanzia rispetto alla data del 14 settembre. Le Regioni possono farlo, è fra le loro competenze”.

Vince la Lombardia

La ‘querelle’ è nata dopo che gli assessori con delega all’educazione di alcuni grandi Comuni lombardi insieme ai rappresentanti delle scuole private hanno inviato una richiesta alla Regione Lombardia in cui chiedevano che i servizi per l’infanzia cominciassero prima. La risposta del ministero è arrivata dopo che anche Matteo Salvini si è schierato con il ‘governatore’ leghista Attilio Fontana. “Basta divieti assurdi – ha protestato il leader del Carroccio – il governo ascolti Regione Lombardia e dia il via libera alla riapertura delle scuole materne già dal 7 settembre, peraltro come previsto in un primo momento. Le famiglie non meritano altri disagi”.

Ai territori il presidente Attilio Fontana aveva risposto con un’ordinanza del 6 agosto in cui si stabiliva che le attività dei servizi educativi (0-3 anni) per la prima infanzia, di competenza delle Regioni, potessero riprendere a partire dal 1° settembre. Lasciando di fatto facoltà ai gestori pubblici e privati di individuare un’altra data in relazione alle esigenze delle famiglie.

Le scuole materne

Mentre, per quanto riguarda le materne, Fontana rimandava all’ordinanza del ministero che fissava la data del 14 agosto, dal momento che – spiegava – “il segmento 3-6 è di competenza statale”. A questo proposito la Regione lombarda parlava di “accentramento statale” anche di competenze regionali nella gestione dell’emergenza Covid, di fronte al quale la delibera di Giunta con cui era stata disposta una diversa data di inizio della scuola dell’infanzia risulta cedevole rispetto all’ordinanza ministeriale.

“Più precisamente – si legge nella nota della Regione – l’ordinanza del ministro dell’Istruzione sul calendario scolastico 2020/2021 deriva da un decreto legge che autorizza il ministro alla definizione della data di inizio delle lezioni, d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni e che sostanzialmente ne limita l’autonomia a tutte le altre determinazioni sul calendario scolastico”.

Azzolina si difende

La data del 14 settembre era stata scelta “per cercare di uniformare la ripartenza”, si difende il ministero dell’Istruzione, che poi ribadisce “la ferma la possibilità” per le Regioni di operare scelte autonome. Da viale Trastevere si ricorda infine che la ministra Azzolina nei giorni scorsi aveva visitato una delle scuole che nella stessa Regione Lombardia hanno deciso di anticipare l’avvio rispetto al calendario ufficiale.

(LaPresse/di Elisabetta Graziani)

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