Bufera in Parlamento sui Bonus Inps: cinque ‘furbetti’ rischiano l’espulsione dal partito. E la progressista Pirovano si autodenuncia

Parlamento Camera dei Deputati

ROMA – Cinque ‘furbetti’ rischiano l’espulsione dal partito per aver intascato anche se legittimamente, i 600 euro di bonus Inps introdotti dai decreti Cura Italia e Rilancio in sostegno di partite Iva e lavoratori autonomi a prescindere dal guadagno percepito. Dei deputati non è dato sapere. Si sa solo che tre appartengono alla Lega, due al M5S e 1 a Iv. Hanno ottenuto il Bonus dei mesi di marzo e aprile di 600 euro al mese, poi passati a 1000 tramite richiesta on line comunicando numero di partita Iva, codice fiscale, scelta della propria posizione professionale e fiscale. Una procedura fatta a marzo e ad aprile si sarebbe attivata in automatico con il compenso accreditato direttamente sul conto corrente. Una richiesta comunque lecita tecnicamente in quanto tutti possessori di partita Iva, liberi professionisti,oltre ad alcune categorie di autonomi.

L’attacco sul web

“Vogliamo i nomi e le dimissioni subito!” si legge sui sociale. Condanne espresse anche dai partiti politici che chiedono l’epurazione. Lo Stesso Matteo Salvini si esprime in tal senso: “Chiunque siano, immediata sospensione”. E i 5S aggiungono: “È una vergogna, chiedano scusa e restituiscano quanto percepito”. Sottolinea che è una questione di «dignità e opportunità», perché, va ricordato, «in quanto rappresentanti del popolo, abbiamo degli obblighi morali, al di là di quelli giuridici. I furbetti abbiano il coraggio di uscire allo scoperto – invoca Di Maio – Chiedano scusa agli italiani, restituiscano i soldi e si dimettano, se in corpo gli è rimasto ancora un briciolo di pudore”. Sulla stessa lunghezza d’onda il leader del Pd Nicola Zingaretti: “Posso dire che è una vera vergogna?” e Luigi Di Maio ribadisce: “vergognoso, davvero indecente”.

Pirovano: “Mi autodenuncio”

E la consigliera comunale della lista ‘Milano progressista’ Anita Pirovano rompe gli indugi e dichiara su Facebook “Mi autodenuncio. Non vivo di politica perché non voglio e non potrei. Non potrei perché ho un mutuo, faccio la spesa, mantengo mia figlia e, addirittura, ogni tanto mi piace uscire e durante le ferie andare in vacanza”

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