Coronavirus, 26 nuovi casi in Puglia: anche vacanzieri da Grecia e Malta

"Abbiamo registrato 11 casi di positività al virus, di cui 6 vacanzieri baresi di rientro da Malta e 5 contatti stretti in ambito familiare della donna in gravidanza arrivata al Di Venere"

Foto Claudio Furlan - LaPresse

MILANO – Oggi in Puglia sono stati effettuati 690 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 26 casi positivi: 11 in provincia di Bari, 9 in provincia di Foggia, 6 in provincia di Lecce. Nessun decesso. Dall’inizio dell’emergenza sono stati fatti 256.997 test, 3.973 i pazienti guariti, 213 i casi attualmente positivi. È quanto emerge dal bollettino giornaliero sul coronavirus fornito dalla Regione guidata da Michele Emiliano. “Abbiamo registrato 11 casi di positività al virus, di cui 6 vacanzieri baresi di rientro da Malta e 5 contatti stretti in ambito familiare della donna in gravidanza arrivata al Di Venere.

Il nostro Dipartimento di prevenzione è impegnato in queste ore nelle procedure di sorveglianza epidemiologica, con il tracciamento e l’isolamento dei contatti stretti”, dichiara il direttore generale dell’Asl di Bari, Antonio Sanguedolce. E il direttore generale dell’Asl di Lecce, Rodolfo Rollo, fa sapere che “i 6 casi odierni in provincia di Lecce riguardano giovani salentini rientrati da viaggi turistici all’estero, 5 dalla Grecia e 1 da Malta. Sono terminate le attività di tracciamento da parte del Dipartimento di Prevenzione e sono stati già isolati tutti i contatti dei soggetti positivi. I 6 ragazzi sono tutti paucisintomatici”.

 Dal canto suo, il dg dell’Asl di Foggia, Vito Piazzola, fa sapere che “in data odierna si segnalano in provincia di Foggia 9 nuovi casi di persone positive Covid19. Di questi, 2 sono riconducibili a focolai preesistenti e 3 sono nuovi casi, al momento non collegabili ai focolai già noti. Negli altri 4 casi si tratta di cittadini stranieri presenti sul territorio provinciale. La situazione in provincia dì Foggia è monitorata continuamente ed è sotto controllo da parte delle strutture aziendali. Il Servizio di Igiene intanto sta ricostruendo, per questi ultimi casi, la catena dei contatti per attivare le procedure di sorveglianza attiva, come da protocollo”.

(LaPresse)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome