Coronavirus, Italia: si temono i contagi di importazione. Miozzo: “Tamponi a chi torna dai viaggi”

Foto Fabio Ferrari/LaPresse

ROMA – In Italia si temono i contagi di importazione da Paesi come  Francia, Spagna e o dai Balcani o dall’Est Europa da dove possono giungere persone infette. L’Italia, in questi particolare momento della pandemia è considerata tra le nazioni più salubri, tra quelle come Norvegia, Belgio o il Lussemburgo, o ancora Finlandia, Grecia e Portogallo. Ieri registrati due casi a ragazzi di Padova che con altri coetanei avevano festeggiato la maturità presso l’isola di Pag, poi messi tutti in quarantena.  

Altri positivi in Friuli

Nel Friuli Venezia Giulia riscontrati altri 5 casi di coronavirus su sette diagnosticati sono di importazione estera. Al timore di nuovi focolai autoctoni si aggiunge insomma quello dei «vivai» viaggianti.

Incremento di casi in Croazia

La Croazia, una delle mete più gettonate dagli italiani durante le vacanze estive  per il suo paesaggio e il suo mare incontaminato ha registrato finora un basso numero di casi: 6mila e un bilancio di 157 vittime. Ma da sabato le cose sembrano essere cambiate con un incremento di 16 contagi.

Miozzo: tamponi a chi torna dai viaggi

Secondo il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico per l’emergenza coronavirus Agostino Miozzo “quella dei tamponi a chi torna da viaggi in Paesi con alta circolazione del virus potrebbe essere una soluzione. Andrebbe organizzata dal punto di vista pratico. Ma la decisione spetta al governo”. E aggiunge a scanso di equivoci: “Chiariamo bene il quadro. Come Cts noi possiamo dare degli indirizzi ma i Paesi per i quali è necessaria la quarantena devono essere decisi dal governo. Ad esempio lo ha fatto per Bulgaria e Romania. Ma ricordiamoci che nel caso di Spagna, Francia e Grecia stiamo parlando di nazioni dell’area Schengen. Sarebbe molto delicato. Prima di porre dei limiti ai movimenti, bisogna riflettere bene. Anche perché poi sarebbe automatica la decisione di questi Paesi di imporre la quarantena a chi arriva dall’Italia”.

Si a tampone e test

“Un’altra problematica che potrebbe scaturire dall’obbligo di quarantena per chi torna da Paesi a rischio – sottolinea Miozzo è costituita dal fatto che in Francia, Spagna e Grecia ci sono molti italiani in vacanza, che al rientro devono tornare a lavoro. Molti magari sono andati a fare la vacanze dove costava meno o, semplicemente, volevano visitare belle zone che non avevano mai visto. Suggerire, per chi rientra da alcune aree in cui si dimostra che circola il virus, di sottoporsi al tampone o al test sierologico. Diciamo che le soluzioni possono essere due: il semplice suggerimento o anche l’obbligo, ma la seconda scelta qualche problema diplomatico lo comporta”.

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