Coronavirus, l’Ue: evitare chiusure non coordinate delle frontiere. Anche Banderas positivo

Il dibattito sul rientro degli studenti fra i banchi è aperto in tutta Europa (come come pure in Israele dove le scuole riapriranno il 21 settembre)

Foto LaPresse via AP In foto il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel

MILANO – Accelera ancora il coronavirus. L’Oms aveva avvertito: non è stagionale, per cui ci sarà “un’unica grande ondata” e “andrà su e giù per un po’”. Al momento va su: in Europa – dove in Spagna i ricoveri sono quadruplicati in un mese e Parigi corre ai ripari introducendo l’obbligo di mascherine anche nei luoghi pubblici. Come pure negli Stati Uniti, che restano il primo Paese per numero di contagi e vittime seguito dal Brasile (negli Usa circa 100mila bambini sono risultati positivi in due settimane).

Ma anche in Asia e altrove. L’India, dove i casi sono oltre 2,2 milioni, ha registrato un record di decessi: più di mille in 24 ore. E in Australia lunedì è stata la giornata con più vittime da quando il virus ha ripreso a correre. Nota positiva, però, lo Stato di Victoria, cioè quello di Melbourne, che da un mese a questa parte è il più colpito, registra il minor numero di contagi dal 29 luglio.

Le stime dell’Oms

“Questa settimana raggiungeremo i 20 milioni di casi registrati di Covid-19 e 750mila morti”, è il nuovo avvertimento dell’Organizzazione mondiale della sanità. Fra i contagiati anche l’attore Antonio Banderas, che ha dato l’annuncio in coincidenza dei suoi 60 anni: “Voglio rendere pubblico che oggi, 10 agosto, sono costretto a festeggiare il mio 60° compleanno seguendo la quarantena essendo risultato positivo alla malattia Covid-19 causata dal coronavirus”, ha scritto su Facebook l’attore. Dicendosi “fiducioso di riprendermi il prima possibile seguendo le indicazioni mediche”.

La linea della Commissione europea

In Europa, la Commissione Ue avverte gli Stati membri: “Mentre dobbiamo garantire che l’Ue sia pronta a possibili nuovi aumenti di casi di Covid-19”, “dovremmo allo stesso tempo evitare una seconda ondata di azioni non coordinate ai confini interni” del blocco, recita una lettera inviata ai 27 e al Regno Unito. Ciò che l’esecutivo comunitario chiede di evitare è “il ripristino di non efficaci restrizioni e controlli ai confini interni”.

Un appello che giunge dopo i provvedimenti presi negli ultimi giorni sull’onda dei nuovi boom di contagi in alcuni Paesi: per esempio il Belgio non consente di viaggiare in alcune regioni spagnole, tra cui la Catalogna. E vieta l’ingresso di chi arriva da parti di Francia, Regno Unito, Bulgaria, Croazia, Lituania, Romania e Svizzera. La Danimarca ha inserito Spagna, Bulgaria, Lussemburgo, Romania e Andorra nella sua ‘lista rossa’, mentre la Norvegia impone autoisolamento di 10 giorni a chi arriva da Francia, Monaco, Svizzera, Repubblica Ceca; e la Germania testa chi proviene da zone ad alto rischio, tra cui parti di Bulgaria e Romania.

Resta aperto il dibattito sulla scuola

Il dibattito sul rientro degli studenti fra i banchi è aperto in tutta Europa (come come pure in Israele dove le scuole riapriranno il 21 settembre). Nel giorno in cui in Germania gli alunni sono tornati in classe l’Ecdc, cioè lo European Centre for Disease Prevention and Control, spiana la strada a un ritorno a scuola. “Le indagini sui casi identificati in ambienti scolastici suggeriscono che la trasmissione fra bambini nelle scuole non sia comune e non sia la prima causa di infezione da Sars-CoV-2 nei bambini”, recita un rapporto. In Germania, però, il presidente dell’associazione degli insegnanti Heinz-Peter Meidinger chiede di rendere obbligatorio l’uso delle mascherine in classe. Finora solo nel Land del Nord Reno-Westfalia studenti e professori devono indossare le mascherine durante le lezioni; a Berlino invece, dove le scuole hanno riaperto lunedì, le mascherine sono richieste solo fuori dalle classi.

(LaPresse/di Chiara Battaglia)

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