Stretto di Messina, De Micheli: “Il Recovery Fund finanzierà il tunnel”. Restano i dubbi

Dall'opposizione si guarda con incredulità ed ironia alla proposta. Per la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini, quella di Conte è "una battuta di mezza estate"

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse in foto Paola De Micheli

ROMA – Non il ponte sullo Stretto di Messina, ma un tunnel sottomarino, come quello che passa sotto alla Manica e collega Francia e Regno Unito. L’idea, immaginata come “miracolo dell’ingegneria” dal premier Giuseppe Conte in un annuncio a sorpresa domenica, viene rilanciata dalla ministra responsabile per le Infrastrutture, Paola De Micheli. A Verona per la firma dei protocolli sull’Alta Velocità in Veneto, la ministra spiega di aver ricevuto “una proposta da parte di un gruppo di ingegneri, che ci ha sottoposto questa ipotesi del tunnel sottomarino al posto del Ponte sullo Stretto di Messina”. Di conseguenza, l’esecutivo presenterà un piano “per completare il collegamento tra Messina e Reggio Calabria”.

La proposta

E chissà cosa ne pensa il predecessore di De Micheli, il pentastellato Danilo Toninelli, che solo l’anno scorso aveva dichiarato non prioritario il collegamento Calabria-Sicilia, rimettendo nel cassetto un progetto che negli ultimi decenni ha vissuto secondo gli umori della politica, che si è divisa tra favorevoli e contrari. A certificare come il ponte sia un vero e proprio tormentone ormai da decenni il plastico di uno dei tanti progetti che fa bella mostra di sé in un corridoio del Mit. In ogni caso, se mai si procederà davvero con il tunnel, i tempi sarebbero molto lunghi. Lo stesso Conte ha messo le mani avanti sottolineando che prima devono moltiplicarsi le tratte ferroviarie dove i treni corrono proprio ad Alta Velocità. Una volta completate queste infrastrutture, si affronterà il nodo del collegamento tra l’isola e il continente.

La linea dell’opposizione

Dall’opposizione si guarda con incredulità ed ironia alla proposta. Per la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini, quella di Conte è “una battuta di mezza estate”. L’eurodeputato leghista Vincenzo Sofo accusa l’esecutivo di “millantare un progetto di sviluppo del Sud che non esiste”. Ci sono, in effetti, parecchi dubbi sulla fattibilità tecnica del progetto, su cui ha lavorato il viceministro pentastellato Giancarlo Cancelleri, che ne parlava già qualche giorno fa. Anche dentro la maggioranza si levano voci contrarie. Ma, complice la settimana ferragostana, prevale il silenzio. Davide Faraone, responsabile di Italia Viva a Palazzo Madama, sostiene che la vera soluzione passa per il ponte, il cui progetto c’è già ma è stato accantonato. Il tunnel sarebbe un modo per rinviare tutto e “allontanare il rilancio del Meridione ancora una volta, e di almeno altri 20 anni”.

(LaPresse/di Matteo Bosco Bortolaso)

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