Inps, la vicepresidente Gnecchi: “Si pronunci il Garante, aiuto a pioggia ingiusto”

Sotto i riflettori i cinque senatori che hanno richiesto il bonus

Foto LaPresse - Claudio Furlan

MILANO – I nomi dei deputati che hanno chiesto il bonus da 600 euro vanno resi pubblici oppure no? “Credo che a pronunciarsi debba essere il Garante della privacy. Ma se la legge prevede che la prestazione va erogata, come in questo caso, l’Inps non può fare altro che procedere. Non sta all’istituto decidere se darla oppure no”. Lo ha detto Marialuisa Gnecchi, vicepresidente dell’Inps, ex parlamentare del Pd, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’.

Ma con uno stipendio così alto è opportuno chiedere un bonus pensato per chi era in difficoltà? “Ecco, è un problema di etica e responsabilità individuale. Quelle domande – ha aggiunto – sono eticamente discutibili, ma in caso devono essere i diretti interessati a farsi avanti. Io i nomi non li so e se li sapessi non li direi. Ma spero che questo caso serva a far riflettere su come sono stati costruiti questi bonus e soprattutto sulle correzioni possibili. Siamo ancora in tempo per fare un’operazione di giustizia”. Intende dire che i bonus a pioggia sono un’ingiustizia? “Esatto. Con il primo decreto, quello di marzo, l’intenzione del governo poi confermata dal Parlamento è stata quella di aiutare tutti e subito. Ma per fare in fretta non c’è stata nessuna selettività”, ha sottolineato Gnecchi.

(LaPresse)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome