Cuneo, un fuoristrada finisce in un dirupo: morti 5 ragazzi

Secondo il primo cittadino del Comune che conta 54 abitanti, il sinistro "molto probabilmente è stato causato da una disattenzione"

TORINO – Volevano vedere le stelle tutti insieme nella notte dell’11 agosto. Era così che nove ragazzi avevano programmato la serata, poi finita in tragedia, a Castelmagno in alta Valle Grana, nel Cuneese. Quando il loro fuoristrada è finito giù per un dirupo. Sono morti in cinque dopo che il Land Rover Defender sul quale erano a bordo, lungo la via sterrata verso Monte Crocetta, ha fatto un volo di 100 metri ribaltandosi più volte. A perdere la vita sono stati il conducente, un ragazzo di 24 anni, e quattro passeggeri, tutti minorenni, il più giovane di 11 anni. Gli altri quattro amici che viaggiavano con loro, tutti sotto i 18 anni, sono rimasti feriti, due in modo grave.

La dinamica dell’incidente

Le cause dell’incidente, che ha sconvolto la piccola comunità piemontese, sono ancora da chiarire. Ma, secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri di Cuneo, il 24enne avrebbe perso il controllo del mezzo in discesa. Inoltre, dagli accertamenti è risultato che la vettura, andata distrutta, fosse omologata al massimo per sei passeggeri mentre a bordo erano in nove. “È una tragedia brutta nella quale abbiamo perso il 50% dei giovani di Castelmagno”, commenta, provato, il sindaco del paese, Alberto Bianco, a LaPresse.

Secondo il primo cittadino del Comune che conta 54 abitanti, il sinistro “molto probabilmente è stato causato da una disattenzione. Verosimilmente sono andati dritti invece che girare in curva. È avvenuto in un punto dove potevano solo andare pianissimo. Potevano fare i 20-30 km/h: è una strada sterrata, la conosco molto bene”. E non si rassegna davanti al dramma. “Sono cose che non hanno giustificazione, se non il fatto che abbiamo delle strade piccole strette e tenute con i fondi a disposizione. Non è una scusa ma per 50 abitanti abbiamo 25-30 chilometri di strade e non abbiamo nemmeno i soldi per mettere i cartelli su due chilometri di queste”.

Aperto un fascicolo sull’incidente

Nel frattempo è stato attivato il Trauma Center dell’Azienda ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo, per “fornire un supporto psicologico (anche attraverso la terapia Emdr) alle vittime, ai loro familiari e ai cittadini” coinvolti nell’episodio. Infatti, secondo Maura Anfossi, psicoterapeuta responsabile del centro, l’intervento psicologico tempestivo, dopo un trauma favorisce “la rielaborazione emotiva dell’accaduto e previene il cronicizzarsi dei sintomi ansiosi e il disturbo traumatico da stress”. La procura di Cuneo ha aperto un fascicolo sull’incidente ed è stata disposta anche l’autopsia del conducente.

(LaPresse/di Martina Coppola)

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