Inps, pronti i nomi dei parlamentari furbetti

Per rivelare le identità serve che il presidente della Camera, Roberto Fico, ne faccia espressamente richiesta

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

ROMA – Pronti i nomi dei parlamentari furbetti, ma prima occorre l’ok del presidente della Camera Roberto Fico. E’ quanto ha dichiarato l’Inps. “Se il presidente della Camera farà una formale richiesta – ha detto Pasquale Tridico, presidente dell’Istituto – l’Inps potrebbe fornire già oggi i nomi dei deputati che hanno incassato il bonus per le partite Iva

Come ottenere i nomi

In queste ore la Camera sta valutando la modalità di richiesta da inviare all’Inps per far luce sui nomi dei deputati coinvolti nella vicenda. Una tra le possibilità quelle di “un’interlocuzione diretta tra presidenza della Camera e presidenza dell’Inps, la risposta dell’Inps alle interrogazioni parlamentari presentate, un’audizione in commissione Lavoro”.

Il racconto

Diego Sarno avrebbe fornito la sua spiegazione dei fatti su Facebook: “Ciao a tutti, sono qui per raccontarvi di come sono andati i fatti per quanto mi riguarda. Unica richiesta: leggete fino in fondo: durante il lockdown la mia compagna, che fa questo di lavoro, per provare diverse procedure ha usato” la mia partita Iva “così da essere pronta per assolvere senza errori e con una maggiore velocità le molte procedure gestite per i clienti dello studio nel quale lavora”. Solo successivamente Sarno so sarebbe accorto dell’accreditamento dei 1.200 euro, poi devoluta in beneficenza per l’emergenza Covid in quanto non a conoscenza di poter restituire la somma al mittente. “So già che nei commenti si scatenerà il classico odio in rete e per questo non risponderò agli insulti che probabilmente arriveranno” E ha poi concluso: “Ho commesso un errore in buona fede, non una furberia – spiega il consigliere -. Con questo spero di poter affrontare la vicenda con la giusta serietà ma anche con la giusta serenità”.

I due del Carroccio

Matteo Gagliasso e Claudio Leone quale giustificazione hanno parlato di un errore dei rispettivi commercialisti. Ma entrambi hanno restituito il bonus all’Inps con un bonifico: “Ho alcune attività commerciali e sono a partita Iva – spiega Leone -. Durante un incontro con i soci la commercialista ci ha illustrato le possibilità del bonus: all’epoca il lavoro era in forte calo e non si vedeva la fine del tunnel, forse ho peccato di leggerezza ma non ci ho visto nulla di male. Poi, con la ripresa, ho reso la somma. Certo: se l’Inps avesse messo dei paletti non saremmo incorsi in questa cosa. Ma sia chiaro: non ho rubato nulla”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome