Vaccino anti-Covid: scontro nel governo sull’obbligatorietà

Renzi: “Con tutto quello che abbiamo passato se arriva il vaccino che facciamo? Lasciamo la libertà di scelta e chiudiamo tutti in casa altri tre mesi?”

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse

ROMA – E’disputa sull’obbligatorietà del vaccino anti-Covid. Ancora in fase studio e in Italia è già polemica.

Questa volta a battibeccare sull’obbligatorietà o meno della somministrazione sono il premier Giuseppe Conte e il leader di Italia viva, Matteo Renzi. E’ l’ennesima crepa all’interno dell’esecutivo. Ad oggi in tutto il mondo sono ben 165 i vaccini ancora in fase di studio di cui 27 in fase di sperimentazione sull’uomo.

La diatriba

“Non ritengo debba essere obbligatorio – ha detto il premier – ma deve essere messo a disposizione”e ha poi sottolineato che “se mi dovessero confermare queste proiezioni ottimistiche c’è la possibilità di mettere il vaccino presto a disposizione di tutti e anche di altri Paesi Ue”.

“Con tutto quello che abbiamo passato – ha fatto sapere invece il premier – se arriva il vaccino che facciamo? Lasciamo la libertà di scelta e chiudiamo tutti in casa altri tre mesi?. Se si arriverà al vaccino, per me è scontato che dovrà essere assolutamente obbligatorio. I vaccini non sono un optional: se ci sarà un vaccino riconosciuto dovrà essere obbligatorio. Altrimenti che senso ha?”.

Il supporto alla ricerca

In Italia i volontari che vorranno sottoporsi alla vaccinazione sperimentale del vaccino Grad-Co2 – sono oltre 3mila sono “Sulla base della selezione effettuata allo screening – spiegano dall’Istituto Spallanzani di Roma che ha già avviato le prime visite di screening – si prevede di vaccinare il primo gruppo di 3 volontari tra il 24 ed il 26 agosto”.

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