Caso Parisi, intensificate le ricerche di Gioele. Il papà: “Aiutatemi a trovarlo”

Il caso della dj piemontese e di suo figlio resta, ancora, avvolto da un fitto alone di mistero. Ancora non c'è una spiegazione sul perché la donna si sia avventurata tanto lontano da casa e su perché sia salita sul traliccio

ROMA – Undicesimo giorno, ma di Gioele non c’è ancora traccia. E’ accorato l’appello di Daniele Mondello, il papà del bimbo di 4 anni sparito con la mamma, di cui oggi si conosce la tragica fine, con ancora tanti risvolti oscuri. “Chiunque abbia visto qualcosa si faccia avanti, chiami la polizia, io amo mio figlio e lo voglio trovare”, dice di fronte alle telecamere, parole rotte dal pianto di un genitore che nutre ancora la flebile speranza di ritrovarlo vivo. La famiglia si è stretta attorno al marito di Viviana Parisi, al papà della donna a tutte quelle persone che non riescono a trovare una ragione alla tragedia, che si sta trasformando nella lenta agonia di non sapere che fine abbia fatto Gioele.

Si intensificano le ricerche

Oggi si sono intensificate le ricerche – si parla della zona limitrofa al traliccio, sotto il quale è stato trovato cadavere il corpo della dj 43enne – con l’arrivo sul posto di altri tre cani molecolari, di cui due provenienti dalla Squadra Cinofili della Polizia di Stato di Milano Malpensa, coadiuvati dal reparto dei carabinieri del reparto Cacciatori di Sicilia. L’avvocato Pietro Venuti ha spiegato che il gruppo “che si occupa di solito della ricerca di latitanti, perlustrerà tutta la zona per cercare il bambino e lo farà nelle zone più impervie”.

L’area di ricerca si è infatti ristretta, con un raggio che si allunga man mano che ogni centimetro quadrato del territorio viene ispezionato, dopo che il procuratore Angelo Cavallo, che coordina le indagini, ha confermato che Gioele era vivo e sereno, ed era accanto alla mamma al momento dell’incidente. A fronte di questa nuovo tassello lo stesso Venuti oggi ha avuto un lungo colloquio con il pm, non negando di aver condiviso con gli inquirenti “le diverse perplessità iniziali” sulla conduzione delle indagini e di aver “scambiato considerazioni su quanto accaduto”.

Ancora molte circostanze da chiarire

La priorità per la procura di Patti e per le due famiglie coinvolte resta quella di trovare Gioele. E’ per questo non si stanno risparmiando risorse o battendo strade anche alternative. Mentre i medici legali e l’entomologo Vanin proseguono gli approfondimenti sul corpo di Viviana, al team degli inquirenti si è unito anche un geologo forense, specializzato nella ricerca di corpi sottoterra. Mariella Mondello, zia paterna del piccolo Gioele, ha anche contattato la sensitiva, Rosa Maria Laboragine. “Lui – dice – è lì, vicino alla madre e probabilmente adagiato su alcune foglie. Sono sicura che il suo corpicino verrà ritrovato a breve e portato alla famiglia”.

La scomparsa di Viviana Parisi

Il caso della dj piemontese e di suo figlio resta, ancora, avvolto da un fitto alone di mistero. Ancora non c’è una spiegazione sul perché la donna si sia avventurata tanto lontano da casa e su perché sia salita sul traliccio. A chiederselo è anche Claudio Mondello, avvocato e cugino del marito di Viviana: “Per quale ragione si è arrampicata su quel traliccio? Forse il bambino le è sfuggito e si è inoltrato nella boscaglia? Forse voleva esplorare la zona intorno da una posizione privilegiata? Perché è caduta?”.

Il tutto sembrerebbe riconducibile al momento di instabilità che Viviana stava attraversando, con la volontà, confermata da Claudio di voler visitare la ‘Piramide della Luce’, un’installazione artistica, ma anche spirituale e mistica poco lontana pochi chilometri dal ritrovamento del corpo. “Il riaccendersi dei casi di Covid – scrive su Facebook l’avvocato- acuisce la paura che qualcosa possa accadere alla propria famiglia; in particolare al proprio figlioletto”.

(LaPresse/di Donatella Di Nitto)

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