Zingaretti gela Raggi ma a Torino il Pd lavora a un candidato terzo

Foto Roberto Monaldo / LaPresse in foto Nicola Zingaretti

ROMA – M5S e Pd si annusano, si ronzano attorno e provano a piacersi. In gioco c’è un’alleanza stabile che potrebbe avere i primi effetti sulle Regionali di settembre e alle amministrative della prossima primavera. Marche e Puglia le Regioni in cui la bilancia potrebbe pendere a favore del Partito democratico grazie al soccorso Cinquestelle. Roma, Torino, Milano, Bologna e Napoli, i nomi delle principali città italiane dove si tornerà al voto nel 2021. E, ca va sans dire, che se ‘l’unione civile’ giallorossa portasse a fare cappotto alle elezioni locali, si potrebbe trasformare in nozze per le successive nazionali. Sempre che il Governo non caschi prima del dovuto. Se a Roma Nicola Zingaretti ha raggelato – ma si sapeva – Virginia Raggi pronta per la corsa “a testa alta” verso il bis, a Torino le cose potrebbero andare diversamente.

“Non sosterremo mai la ricandidatura della sindaca Raggi perché credo siano stati cinque anni drammatici per la capitale d’Italia e occorre ora dare voce alla città”, dice il segretario del Pd a Orbetello per sostenere la corsa di Eugenio Giani a presidente della Toscana. Nessun ritardo sul nome del candidato del centrosinistra, assicura Zingaretti: sarà fatto dopo le amministrative dell’autunno. Il segretario dem è alla ricerca di “una personalità che interpreti il cuore di Roma”. La candidatura di Raggi, voluta da Beppe Grillo e appoggiata da Luigi Di Maio con il placet di Alessandro Di Battista che così non si ‘brucia’ per altri ruoli, è divisiva per il Movimento. Il ‘suo’ vicesindaco, Luca Bergamo, lo dice: “Virginia sbaglia”.

Anche il consigliere Cinquestelle Enrico Stefàno boccia il bis e invoca le ‘Comunarie’. Se nella capitale il supporto dem non ci sarà, la partita è ancora aperta nel capoluogo piemontese. Qui la ricandidatura di Chiara Appendino non è scontata. E se per il Pd il nome in pole position è quello di Stefano Lo Russo, secondo fonti vicine al partito, parlamentari Dem di Torino sarebbero al lavoro – con il benestare del segretario Zingaretti – per trovare una candidatura terza su cui possano convergere anche i Cinquestelle che non appoggerebbero mai l’attuale capogruppo Pd in Consiglio comunale. Il nome sarebbe quello del rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco. Perché l’operazione vada in porto, però, Appendino dovrebbe rinunciare alla possibilità che le si è spalancata davanti con la fine del limite ai mandati. Ma la sindaca potrebbe anche aspirare a un ruolo nazionale, nel Governo, in caso di rimpasto, o nel Movimento. Non è neppure escluso un incarico al di fuori della politica. Appendino, dal suo canto, sta facendo più di un’apertura nei confronti del centrosinistra.

Ultima in ordine cronologico la nomina nel consiglio generale della Fondazione Compagnia di San Paolo del professor Vincenzo Ferrone e di Roberto Tricarico, ex capo di gabinetto di Ignazio Marino, a presidente della società Afc che si occupa dei cimiteri torinesi. Sempre a Tricarico viene attribuito il tentativo di formare una lista Conte che mobiliti la società civile in vista di un’alleanza giallorossa. Non bisogna dimenticare, infine, i guai giudiziari della sindaca per la quale il pm chiede un anno e sei mesi per quanto riguarda il processo Ream sull’area della ex Westinghouse. (LaPresse)

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