Il Ferragosto anomalo nell’anno del Covid

Fino a qualche anno fa portare in edicola un buon giornale a Ferragosto era impresa ardua. In vacanza, di questi tempi, ci andavano tutti: onesti lavoratori, ladri e spacciatori, politici e confidenti. Le notizie scarseggiavano e, gli addetti ai lavori lo sanno bene, si andava di approfondimento, privilegiando servizi leggeri da leggere distrattamente sotto l’ombrellone. Tramontato da un pezzo l’agosto delle fabbriche chiuse e delle città vuote, era rimasta comunque ‘sacra’ per i vacanzieri d’Italia, San Marino e Canton Ticino la settimana di Ferragosto, dal 18esimo secolo avanti Cristo sinonimo di pausa e riposo.

Ebbene, in questo 2020 segnato dalla pandemia che ha stravolto vite, ritmi e consuetudini, pure quest’ultimo baluardo è caduto. La paura del ritorno del Coronavirus ha decimato le partenze per le località di vacanza, e tanti sono a casa. I negozi sono aperti, decisi a recuperare il mese di lockdown che ha messo in difficoltà gli affari. La politica è in fermento: il parlamento appena ieri ha ascoltato il presidente dell’Inps Tridico per la vicenda ‘furbetti del bonus’, le segreterie dei partiti lavorano alla definizione delle candidature nelle Regioni e nei Comuni che andranno al voto il 20 e il 21 settembre. Tra una settimana esatta si consegneranno le liste e pure i dipendenti dei Comuni e delle Corti d’Appello dovranno farsi trovare alla scrivania, per consentire il regolare svolgimento delle procedure. 

Insomma, del Ferragosto di un tempo non c’è nulla. Non ci si ferma perché ci si è già fermati, non si festeggia perché le norme anti Covid non lo consentono. Tutto scorre, e noi lo raccontiamo. Sperando, neanche troppo segretamente, che quello del 2021 possa tornare a essere il ‘vero’ Ferragosto, fatto di banale normalità. 

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