Camorra e posti di lavoro, Zagaria: intreccio Antropoli-Corvino

Il pentito in aula racconta ‘il favore’ che avrebbero fatto a Carlino. La circostanza riferita nel processo a carico dell’ex sindaco accusato di concorso esterno al clan

CAPUA – Salvatore Carlino, Carmine Antropoli e Pasquale Corvino: a mettere in collegamento i tre sarebbe stato Ciccio ‘e Brezza, al secolo Francesco Zagaria, dal 2019 collaboratore di giustizia.

Il pentito, a fine giugno, al pm Maurizio Giordano ha raccontato di aver messo in contatto Carlino, suo amico e imprenditore grazzanisano, attivo nel settore caseario, con Corvino, politico di Caserta, grazie all’intercessione di Antropoli, chirurgo e sindaco di Capua dal 2006 al 2016. E se mise in moto questa macchina relazionale, ha chiarito, è per garantire un posto di lavoro alla nipote della moglie di Carlino (non indagata ed innocente fino a prova contraria). “Tramite il dottor Antropoli – ha raccontato Ciccio ‘e Brezza – facemmo chiamare Pasquale Corvino che ha i laboratori di analisi. […] E’ (originario, ndr.) di Casal di Principe e mettemmo a lavorare la nipote di Salvatore”. La giovane sarebbe stata assunta dal laboratorio che Corvino ha a S. Maria La Fossa. “Non mi voglio sbagliare – ha detto il pentito – me era tra il 2014 e il 2016. Potete vedere dalle buste paga che stava assunta là”.

La circostanza è emersa nell’udienza del processo a carico di Antropoli (dal quale la nipote di Carlino è totalmente estranea ed è innocente fino a prova contraria). L’ex primo cittadino è a giudizio dinanzi alla Corte d’Assise di S. Maria Capua Vetere per concorso esterno in associazione mafiosa. Stesso reato contestato ai co-imputati Marco Ricci e Guido Taglialatela, entrambi già consiglieri comunali. Secondo la Dda i tre avrebbero stretto un patto politico-mafioso con esponenti del Clan: in cambio di sostegni elettorali avrebbero favorito negli appalti banditi dal Municipio le ditte riconducibile a Zagaria. Anche Ciccio ‘e Brezza è a dibattimento con gli ex amministratori capuani: per lui, però, ci sono accuse più gravi. Risponde di concorso nell’omicidio di Sebastiano Caterino e Umberto De Falco, avvenuto nel 2003, e di associazione mafiosa. L’iter riprenderà il 16 settembre per terminare il contro-esame di Zagaria e per interrogare in aula Giuseppe Chillemi, il candidato sindaco del 2016 appoggiato da Antropoli (esternamente), e da Ricci e Taglialatela.

Carlino, tirato in ballo da Zagaria nell’ultima udienza, è estraneo al processo sul presunto accordo tra ex amministratori e il clan. E’ coinvolto però in un altro procedimento (che si sta svolgendo con rito abbreviato a Napoli) sempre insieme a Ciccio ‘e Brezza: qui rischia la condanna per aver riciclato denaro, sostiene la Dda, in una bisca attiva fino al 2012 a Grazzanise, favorendo il clan dei Casalesi.

Pure Corvino non c’entra nella vicenda capuana, ma è a processo a S. Maria Capua Vetere per scambio elettorale politico mafioso in occasione delle Regionali del 31 maggio 2015. E’ accusato di aver dato denaro e buoni pasto ad esponenti del clan Belforte in cambio della promessa di voti. Corvino è stato recentemente indagato pure per aver fatto parte di un’ipotizzata associazione a delinquere tesa a truffare le Asl attraverso l’uso di ricette false.

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