Governo, Brunetta: “Sui fondi europei solo un confuso assalto alla diligenza”

"Ancora tutti da definire sono tanto il Recovery Fund quanto i relativi Recovery Plan su scala europea"

ROMA– “Ancora tutti da definire sono tanto il Recovery Fund quanto i relativi Recovery Plan su scala europea. Dal tema delle risorse proprie della UE, con relative conseguenze sull’aumento di tassazione dei singoli Stati, pochissimo affrontate sia a livello nazionale che comunitario; al tema dei calendari, tanto agli Action Plan che sono prodromici all’ottenimento delle risorse del Recovery Fund; quanto infine alle raccomandazioni da rispettare in tema di prerequisiti macroeconomici per ciascun paese in relazione alla presentazione degli Action Plan (entro il 15 di ottobre). In altri termini come devono essere rispettate le regole del deficit e debito.

Brunetta dice la sua a Conte

Su questo il Governo Conte ha voluto fare a meno del Parlamento, che pur per legge e Costituzione ha potere di indirizzo e controllo sulle risorse da spendere (circa poco meno 300 miliardi tra grants e loans per il nostro Paese), pensando, buon per lui, il Governo Conte, di farcela da solo, pur sapendo di non avere a disposizione certamente una tecnocrazia ministeriale efficiente ed efficace, in grado di definire entro 8-9 settimane uno scadenziario credibile di riforme, con relativi costi e priorità, secondo gli standard giustamente pretesi dall’Unione Europea. Ad oggi si sa solo di un confuso assalto alla diligenza a livello ministeriale. Ne vedremo delle belle. Ma anche l’Unione Europea appare opaca e produttrice di incertezza”. Così Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, in un editoriale pubblicato oggi sul Riformista.

“Che ne sarà del Patto di Stabilità e Crescita, con i suoi relativi corollari (Fiscal Compact; Two Pack, Six Pack), del Temporary Framework, che ha consentito finora di bypassare ogni vincolo sugli aiuti di Stato? Tutte aree assolutamente decisive, ma altrettanto indeterminate. Nessuno sa dire, infatti, quando l’intero set di regole europee tornerà in vigore. Tanto per fare un esempio: nella prossima Legge di Bilancio, da presentare in Europa entro il 16 di ottobre, la prima Raccomandazione Paese sul ritorno all’Obiettivo di medio termine dovrà essere o non essere rispettata? La Commissione, su questo punto, come su molti altri, non ha ancora fornito risposte”.

(LaPresse)

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