L’Oracolo di Baronissi

Vincenzo D'Anna, ex parlamentare

Non ho mai avuto modo di ascoltare le trasmissioni televisive del governatore campano Vincenzo De Luca. Mi riferiscono, tuttavia, che spesso si tratta di meri spot pubblicitari, camuffati da messaggi istituzionali. Insomma, l’ex sindaco di Salerno, parlando da un pulpito televisivo, disdegna ogni interferenza. Ne deriva, di conseguenza, che quel che dice assume quasi una valenza oracolare. Il “personaggio” ha tra i suoi punti di forza la mimica e l’arguzia, insieme ad una schiettezza espressiva che talvolta risulta irresistibile. Insomma, il nostro ha un’idea sbrigativa del confronto democratico. Parla ex cathedra e rifiuta le critiche che dovrebbero essere il sale della Democrazia. Karl Popper, sociologo, filosofo ed epistemologo, soleva dire che in Democrazia non è importare sapere chi comanda, quanto sapere come controllare chi comanda. Sottoponendolo, se occorre, anche alla più serrata delle critiche e dei controlli amministrativi. Insomma una società può dirsi veramente aperta solo se accetta tutti i rilievi e le opinioni tranne quelle degli intolleranti.

De Luca ha dalla propria una ragione: quella di non essere un liberale, ancorché si sforzi di sembrarlo come capita, da tempo, a tutti gli ex comunisti. È’ cresciuto culturalmente e ha lavorato come funzionario del vecchio Pci, forgiato dalle regole del centralismo democratico, modellato nel partito in conformità alla doppiezza marxista, quella che antepone il fine da raggiungere ai mezzi che occorrono, senza troppi scrupoli. È un filosofo culturalmente attrezzato, ha intuito prima la decadenza dei regimi marxisti e saputo dire addio, per tempo, ai vincoli ideologici, alla ingessatura degli opposti schieramenti. Una palingenesi politica graduale, la sua, vissuta indossando le vesti di buon amministratore, così spargendo grani d’incenso intorno al culto della propria figura di sindaco capace. Pur rimanendo dentro alla continua metamorfosi del partito, il governatore ha sempre svolto il ruolo di guastatore ed eretico, fustigando le rigidità e le liturgie politiche, per accreditarsi come persona poco ortodossa ed allineata, ovvero tenendosi le mani libere. Chiunque descriva De Luca come una figura caricaturale e si lascia prendere dalla estemporaneità espressiva del soggetto, compie un grave errore di valutazione. Non v’è alcuna virtù macchiavellica che gli sia estranea e quindi egli si muove a suo agio nelle trattative, rotto ad ogni compromesso.

L’unica condizione è che resti il protagonista della scena, svolga il ruolo di dominus, insofferente all’altrui piccolo cabotaggio gestionale. Non applica il manuale Cencelli, che conosce a menadito, ma il manuale De Luca, che utilizza senza esitazione, rivendicando visibilità e potere decisionale assoluto. Sarà un bel vedere, tra qualche settimana, con la pattuglia degli eletti di gente altrettanto scafata politicamente come Mastella, De Mita, Patriciello, Sommese ed Armando Cesaro, soprattutto intorno alle società ed agli enti partecipati, alle Aziende sanitarie, che rappresentano la parte gestionale più allettante del potere regionale! L’esuberanza personale, unita alla consapevolezza che gran parte del gradimento nei sondaggi potrebbe mutare col mutare della vicenda epidemica che lo ha riportato in auge, lo hanno indotto alla cautela ed ha imbarcato buona parte del Centrodestra. Una miriade di liste civiche, un’orgia di trasformismo e qualunquismo pur non sussistendone la necessità. Si muove così con l’aura dai colui che ha già vinto le elezioni e si gode le lodi ed il consenso dei cortigiani vecchi e nuovi. L’incenso è il fumo più tossico per la mente dell’uomo, quindi il governatore straparla e fa il tuttologo. Memore del consenso ricevuto, per le colorite espressioni in favore della perfetta osservanza della quarantena (famoso l’intervento dei carabinieri col lanciafiamme per coloro che non la rispettavano), si inoltra anche in previsioni epidemiologiche. Con l’aiuto della sua Commissione Tecnica Sanitaria traduce impropriamente il senso dei dati che gli vengono forniti.

Continua a confondere gli infetti asintomatici coi malati, continua ad ignorare che i casi aumentano se aumentano i test tampone, con un rapporto costante. Cita finanche studi sulla carica virale dei bambini fatti nel Massachusetts ma trascura e dimentica quelli eseguiti a Treviso, che attestano ormai la radicale caduta della virulenza e della letalità del virus. Un campione di ben sessantamila tamponi eseguiti, con solo duecento positivi!! Tuttavia, con tono greve, lancia allarmi.

Nell’Antica Grecia l’Oracolo di Delphi era ritenuto l’ombelico del mondo, e della verità. L’Oracolo custodiva appunto una pietra sacra, coperta da un vello, chiamata Omphalos, l’ombelico. De Luca non possiede la verità assoluta, non è l’ombelico del mondo in materia epidemiologica. Pertanto, non si affanni a propinarci qualche “omphalos” trovato nell’ipotetico oracolo di Baronissi.

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