L’Istat taglia i dati sul Pil: mai così male dal ’95. Gualtieri vede il rimbalzo

Malgrado questo quadro il ministro dell'Economia resta ottimista anche alla luce dell'andamento delle entrate che sta facendo registrare un andamento positivo

Istat

MILANO – L’Istat rivede al ribasso i dati sul Pil del secondo trimestre e li fissa al -12,8% circa mezzo punto in meno rispetto a quanto previsto a fine luglio. Ma nonostante la doccia fredda il ministro dell’Economia resta ottimista e commentando i dati sulle entrate tributarie che vanno meglio del previsto vede già nei prossimi tre mesi un rimbalzo sostenuto. Nel dettaglio l’Istat rileva che nel secondo trimestre il prodotto interno lordo italiano è diminuito del 12,8% rispetto al trimestre precedente e del 17,7% nei confronti del secondo trimestre del 2019. Un dato peggiore rispetto alla stima preliminare diffusa il 31 luglio che era stata del -12,4% mentre quella tendenziale era del -17,3%.

Le stime Istat

“La stima completa dei conti economici trimestrali conferma la portata eccezionale della diminuzione del Pil nel secondo trimestre con una flessione mai registrata dal 1995”, commenta l’istituto di statistica. E a trascinare la caduta del Pil, osserva, “è stata soprattutto la domanda interna, con un apporto particolarmente negativo dei consumi privati”. L’Istat aggiunge infine che “anche la domanda estera ha fornito un apporto negativo, per la riduzione delle esportazioni più decisa di quella delle importazioni”.

Le previsioni di Gualtieri

Malgrado questo quadro il ministro dell’Economia resta ottimista anche alla luce dell’andamento delle entrate che sta facendo registrare un andamento positivo. I dati provvisori acquisiti al 20 agosto mostrano un andamento superiore alle attese con un rialzo del 9% delle entrate versate dai contribuenti con il modello F24 rispetto allo stesso mese del 2019, sostenuto dal buon andamento dell’Irpef e dell’Ires versate in autoliquidazione. Dati che fanno sorridere Gualtieri che osserva: “I dati sulle entrate tributarie si aggiungono ad altre evidenze che ci consentono di auspicare un forte rimbalzo del Pil nel terzo trimestre, dopo la caduta del secondo trimestre confermata dai dati odierni dell’Istat”.

Inoltre sottolinea il ministro “i consumi delle famiglie italiane nei mesi di luglio e agosto si sono riavvicinati ai livelli pre-crisi, anche oltrepassandoli in alcune componenti ad agosto. Al contempo, gli ordinativi e le aspettative delle imprese, pur rimanendo inferiori al normale, sono ulteriormente saliti nel bimestre. Credo che si debba dare atto al sistema Paese di aver lavorato unito per far fronte ad una situazione senza precedenti. La crisi Covid non è finita, ma i risultati sin qui ottenuti ci spronano ad andare avanti con grande impegno per affrontare i prossimi mesi, che si preannunciano molto impegnativi ma da cui il nostro Paese può uscire ulteriormente rafforzato”.

(LaPresse)

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