Verona, batterio killer in ospedale uccide 4 neonati. Zaia: “Relazione in procura”

In tutti questi mesi i genitori delle piccole vittime non hanno mai smesso di chiedere giustizia. Lorenzo, Nina, Tommaso e Alice: sono i nomi dei bambini uccisi dal Citrobacter da fine 2018 al 16 agosto scorso

Foto Daniele Badolato / Lapresse l Reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva dell'Ospedale Sant'Anna di Torino

MILANO – Dopo un anno e mezzo di verifiche si avvicina la verità sulla tragedia del Citrobacter all’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento, a Verona, costata la vita a quattro neonati. Il batterio killer, secondo quanto emerge dalla relazione di una delle due commissioni nominate da Regione Veneto, si era annidato in un rubinetto dell’acqua utilizzata dal personale della Terapia intensiva neonatale.

Regione e azienda ospedaliera a disposizione delle autorità

Il governatore Luca Zaia ha “ricevuto” il documento, afferma, realizzato “dalla Commissione ispettiva che ho fatto attivare a suo tempo, presieduta dal professore Vincenzo Baldo”, ordinario di Igiene e sanità pubblica all’Università di Padova. “Ho dato disposizione al segretario regionale della Sanità Domenico Mantoan che tale relazione venga inoltrata alla Procura della Repubblica e resa disponibile per l’azienda ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e per i famigliari dei bambini colpiti dal batterio, in modo che possano conoscere gli esiti fin da subito – spiega -. Regione e azienda ospedaliera sono a disposizione delle autorità inquirenti in tutto e per tutto”.

Il dramma delle famiglie

In tutti questi mesi i genitori delle piccole vittime non hanno mai smesso di chiedere giustizia. Lorenzo, Nina, Tommaso e Alice: sono i nomi dei bambini uccisi dal Citrobacter da fine 2018 al 16 agosto scorso. Altri nove hanno riportato lesioni cerebrali permanenti. Stando alle ultime analisi, il batterio avrebbe colpito oltre 96 neonati. “L’autorevole relazione commissionata dalla Regione Veneto conferma che mia figlia Nina e altri 3 bambini sono morti per ‘scarsa igiene’!”, dichiara Francesca Frezza, mamma di Nina, che sui social si sfoga: “Mi avete ucciso Nina”. E chiede le dimissioni di alcuni medici, tra cui la direttrice sanitaria Chiara Bovo.

(LaPresse/di Ester Castano)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome