Il premier Conte chiude le porte agli stadi: “Niente pubblico, è inopportuno”

"Non sono d'accordo sulla chiusura degli stadi, e non è una questione politica", critica Salvini

Foto Filippo Attili / Palazzo Chigi/ LaPresse in foto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

ROMA – Il premier Conte chiude le porte. Niente stadi aperti, il massimo campionato che inizierà il 19 settembre prossimo non potrà ancora offrire agli appassionati partite con il pubblico sugli spalti. E al momento non si fanno previsioni. “Per quanto mi riguarda la presenza allo stadio, così come a manifestazioni in cui l’assembramento è inevitabile, come all’ingresso e all’uscita, non è opportuna”, è stata la posizione chiara e netta del presidente del Consiglio che sposa dunque la linea del ministro Speranza ponendo ancora il veto alle richieste dei club.

Lo stesso presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, aveva assunto una posizione netta sulla riapertura sottolineando che non ci sono “le premesse”. E che raduni di massa sono considerati come il massimo livello di rischio. Come si era concluso lo scorso 2 agosto, dunque, il massimo campionato così ripartirà, con il silenzio assordante degli impianti e le sole grida degli allenatori e dei giocatori amplificati dal vuoto che regnerà attorno.

Ancora stadi chiusi al pubblico

Non è che le società speravano in verità in un cambio di rotta, la stessa Figc non sembrava fiduciosa su una imminente riapertura chiedendo però al Cts quantomeno una riduzione del numero dei tamponi da effettuare per squadre professionistiche con l’obiettivo di passare dagli attuali 4 giorni tra l’uno e l’altro, a otto. La risposta negativa arrivata dal Comitato tecnico scientifico era già un primo evidente segnale di come il governo al momento non intenda fare passi indietro. E non seguire quanto sta ad esempio accadendo in Germania dove in Bundesliga il match in programma a Lipsia aprirà al pubblico seppur con capienza assai ridotta.

Il no alla riapertura rende ancora più vibrante il grido di allarme lanciato oggi dalla LegaPro che ha invitato il governo ha tenere conto del fatto che solo attraverso una riduzione dei tamponi e la riapertura degli impianti è possibile evitare il crac di diversi club di Serie C, categoria che lo scorso aprile decise di non portare a conclusione il torneo.

Salvini critica il governo

Il no di Conte arriva alla vigilia della gara amichevole di domani al Tardini tra il Parma e l’Empoli che ospiterà mille spettatori. Si tratta del primo Stadio di A riaperto al pubblico. Dall’ultima volta, giorno di Parma-Lazio del 9 febbraio scorso, sono passati quasi sette mesi. I tifosi saranno equamente divisi fra la tribuna Petitot e la curva nord con tanto di mascherina obbligatoria.

Nella stessa Emilia Romagna è previsto il MotoGp a Misano del 13 settembre con il pubblico, come ha voluto sottolineare il leader della Lega, Matteo Salvini, che critica la decisione del governo. “Non sono d’accordo sulla chiusura degli stadi, e non è una questione politica. Lo sport è passione, le partite di pallone, tennis, basket, senza pubblico non sono sport. Ricordo a Conte che a Misano hanno autorizzato l’ingresso di 10.000 persone a gara in maniera oculata. Se gli stadi di Roma, Milano, Napoli che ne contengono 50-60.000 fanno entrare diecimila i tifosi va bene, direi”.

(LaPresse/di Luca Masotto)

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