Turismo, grido d’allarme del settore: -65 milioni di presenze, perdite per 100 miliardi

Il lieve recupero del mercato di agosto, spinto dalle vacanze 'patriottiche', non basta a salvare l'estate 2020, che per il turismo rimane una stagione da dimenticare dopo la pandemia di coronavirus.

(AP Photo/Thanassis Stavrakis)

TORINO – Il lieve recupero del mercato di agosto, spinto dalle vacanze ‘patriottiche’, non basta a salvare l’estate 2020, che per il turismo rimane una stagione da dimenticare dopo la pandemia di coronavirus. Secondo le stime elaborate da Cst Firenze per Assoturismo Confesercenti, nel trimestre giugno-agosto le presenze nelle strutture ricettive ufficiali si sono fermate a 148,5 milioni, oltre 65 milioni in meno rispetto al 2019 (-30,4%), con un calo più forte nell’alberghiero (-32,6%) rispetto all’extralberghiero (-27,5%). A pesare il crollo peggiore delle attese della domanda estera: sono sparite due presenze straniere su tre, soprattutto extra-Ue. Restano tedeschi, francesi, olandesi, svizzeri, austriaci e britannici. Un vuoto non compensato dall’aumento dei turisti italiani (+1,1%).

La tendenza negativa ha interessato tutto il Paese, ma è stata peggiore per gli imprenditori del Nord Ovest (-34,2%) e del Nord Est (-34,4%), più contenuta al Centro (-31,3%) e soprattutto al Sud e nelle Isole (-20,4%). In caduta libera le città d’arte (-49,6% di presenze), i laghi (-48,6%), le terme (-38,9%), campagne e collina (-39,8%). Resistono il mare, che segna un calo del -23,7% (-66,6% di presenze straniere e +3,9% di italiani), e il turismo montano, -19% (+2,7% italiani e -63,6% stranieri).

“Confermate le peggiori previsioni, ora il settore attende interventi adeguati”, sottolinea il presidente di Confturismo Luca Patanè, “a fine marzo ipotizzavamo una perdita di valore della produzione del turismo nel 2020 nell’ordine dei 100 miliardi di euro: allora sembrava una visione eccessivamente drammatica, ma ogni giorno che passa ci avviciniamo sempre più alla sua concretizzazione”. Se in una rilevazione effettuata a giugno il 69% degli intervistati dichiarava che avrebbe fatto almeno un periodo di vacanza entro agosto, lo stesso campione, consultato nuovamente a fine mese scorso, ha detto di essere effettivamente partito solo nel 60% dei casi (-9%). E solo il 41% ha fatto ferie con almeno cinque pernottamenti. I pienoni di agosto, sottolinea Confturismo, “sono dunque stati solo un miraggio estivo”, concentrati in pochi giorni e in poche località.

Sulla stessa linea Assoturismo Confesercenti. “Il recupero fisiologico della domanda italiana nelle settimane centrali di agosto non è stato sufficiente ad agganciare il rimbalzo – rimarca il presidente Vittorio Messina -. Ora le imprese sperano in un prolungamento della stagione estiva a settembre e in una graduale ripresa degli stranieri, anche se le notizie di una risalita dei contagi hanno frenato le prenotazioni e in qualche caso provocato delle disdette. L’emergenza è quindi tutto fuorché archiviata: occorre prolungare i sostegni al settore, che si trova di fronte ad una nuova stagione di incertezza. Ma anche estendere e modificare il meccanismo dei buoni vacanze: la bassa adesione dimostra che, così com’è, è troppo oneroso per gli imprenditori, che non sono nelle condizioni di perdere liquidità”.

Di Silvia Caprioglio

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