Coronavirus, Conte: “Meno quarantena ridurrebbe i costi, sul Mes interpelleremo le Camere”

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse in foto Giuseppe Conte

MODENA – Arriva accolto da due ali di folla, tra gli applausi, il premier Giuseppe Conte alla Festa dell’Unita’ di Modena. Il clima politico è cambiato e i sostenitori del Pd glielo fanno capire con il calore di un’accoglienza come fosse ‘uno di loro’. Lui ricambia e definisce il segretario, Nicola Zingaretti, “una persona leale, con la quale non ho mai avuto uno screzio”. Anche se sul Mes le posizioni sono diverse: “Conosco le sue, c’è un dibattito in corso. Io e il ministro Gualtieri al momento non siamo per il sì, né per il no. Il mio è un atteggiamento molto laico, elaboriamo i progetti, vediamo cosa serve alla sanità e agli altri settori, poi come un buon padre di famiglia valuteremo il da farsi. Quando sarà il momento interpelleremo ovviamente anche il Parlamento”.

“Il Recovery plan italiano non è in ritardo ma rispetta la tabella di marcia dell’Ue e sarà forte e robusto, con l’obiettivo di avviare riforme strutturali. Niente spese correnti, niente rivoli. La prima stesura del piano sarà pronta entro il 15 ottobre come previsto”, mentre “i progetti definitivi saranno pronti nei primi mesi del 2021”.

Idee chiare sul Recovery plan per l’Italia

Per quanto riguarda il delicato dossier scuola, Conte sottolinea: “Avremo tutti i banchi nuovi entro ottobre. Abbiamo lavorato tutta l’estate a tempo pieno sul dossier scuola. Ci sono 70mila nuovi docenti per l’emergenza, e abbiamo un piano per immettere a tempo pieno 160mila docenti. A chi ci critica dico: ma negli anni scorsi perché non avete fatto nulla per la scuola?”.

Il Governo, rimarca, sta lavorando bene sui tanti dossier aperti, da Alitalia, all’ex Ilva, ad Autostrade. E in vista delle Regionali, prova a lanciare un appello all’unita’ anche in vista del futuro: “Come governo stiamo lavorando sempre meglio, è naturale che anche a livello territoriale penso si debba sfruttare questo dialogo positivo che funziona a livello nazionale. Non ho mai pensato che dal mio invito si potessero creare alleanze sui territori. Ma la politica deve avere una visione prospettica: da esperienze positive che si consolidano negli anni penso che si debbano creare prospettive durature. Il centrodestra è unito, presentarsi divisi al voto significa competere in modo impari”. (LaPresse)

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