L’intervista. Caldoro contro De Luca: “Piazza i suoi ovunque”

Il candidato del centrodestra: “Non regge l’accostamento con Berlusconi”

Vincenzo De Luca
Foto Roberto Monaldo / LaPresse Nella foto Vincenzo De Luca

NAPOLI – Una nuova inchiesta riguarda il governatore Vincenzo De Luca. Il presidente della Regione è finito nel registro degli indagati della Procura di Napoli per falso e truffa. Ha portato a Palazzo Santa Lucia i suoi quattro storici autisti di quando era sindaco di Salerno: secondo le denunce sarebbero nello staff del Presidente della Regione Campania senza averne le competenze e con lo stipendio ritoccato. Una vicenda che ha portato lo Sceriffo di fronte ai giudici per un interrogatorio già prima del lockdown. Sembra ormai una consuetudine che una vicenda giudiziaria esploda a ridosso delle elezioni. Cinque anni fa fece scalpore la lista degli ‘impresentabili’ redatta dalla commissione parlamentare Antimafia guidata da Rosy Bindi. Nel 2010 lo scandalo emerse poco dopo le Regionali con il falso dossier ai danni del candidato del centrodestra Stefano Caldoro. Oggi quest’ultimo, restando garantista, denuncia politicamente la gestione del potere targata De Luca: “La peggiore politica che distrugge il Sud, c’è l’elogio delle clientele”.

Stefano Caldoro

A due settimane dal voto si ‘scopre’ che De Luca è indagato dalla Procura di Napoli per falso e abuso. Che ne pensa?

Sono garantista e credo che l’indagato De Luca debba rispondere all’autorità giudiziaria. Il giudizio politico è altra cosa e sottolinea che il modello del ‘klan’ De Luca è sempre lo stesso. A prescindere dalle vicende giudiziarie, lui favorisce solo gli amici, poi rispettando o meno la legge lo deciderà la magistratura. I suoi autisti possono essere aiutati e privilegiati, la sua famiglia deve essere aiutata e privilegiata, i figli, tutta la famiglia allargata, il suo segretario particolare diventa sindaco di Salerno. È la logica del ‘klan’ che favorisce i sodali e mortifica il merito.

Sembra una conferma alle accuse mosse da lei e i suoi al governatore uscente. Crede che l’inchiesta possa depotenziarne o aumentarne il consenso? La storia di Berlusconi insegna che chi finisce sotto la lente d’ingrandimento della magistratura poi vince.

Il tema è politico. C’è una gestione familistica e clientelare della cosa pubblica, c’è la peggiore politica che distrugge il Sud, c’è l’elogio delle clientele. In 5 anni De Luca ha pensato solo a piazzare i suoi in ogni dove. Non regge l’accostamento con Berlusconi.

In questa campagna elettorale ha tirato fuori una versione inedita di sé. Ha alzato i toni lanciando diverse accuse al suo competitor: “E’ sostenuto da ‘klan’”, “è un pappone”. Perché, come sostengono molti, ha deciso di sacrificare l’eleganza e la sobrietà istituzionale sull’altare della polemica? Per il consenso?

Ho risposto alle domande che mi fate ragionando, non per fare polemica. Poi la sintesi finisce per essere la parola dura. In Campania è il momento della verità. Il rischio di lasciare la Regione a De Luca per altri cinque anni è da scongiurare. In queste settimane sto denunciando atteggiamenti meschini, abitudini volgari. Lo faccio con la serietà di sempre e partendo dai programmi. Sono pronto al confronto sui temi, dove si vuole. Anche nella sua Tele-Kabul. Ma lui scappa.

Il timore del virus potrebbe favorire l’astensionismo. Come convincere gli astensionisti a votare?

Sarà forte nei cittadini il desiderio di liberare la Campania dalla sinistra, dal Pd e dal loro malgoverno. Confido in questo sentimento. C’è desiderio di denunciare il grande bluff, la sinistra non ha pensato ai cittadini, ma solo alla costruzione di una rete clientelare.

De Luca ha deciso di rinviare l’apertura dell’anno scolastico al 24 settembre. E’ un errore?

Sulla scuola c’è un disastro firmato Azzolina-De Luca, gemelli del caos. Manca un piano per gli studenti e le famiglie. Da mesi bisognava organizzarsi eppure nulla si è fatto. De Luca rinvia il problema a dopo il voto. A lui interessa solo la propria campagna elettorale.

Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. Chi arriva primo?

Lavoriamo tutti perché sia avanti la coalizione. Ci interessa battere la sinistra e costruire il futuro della Campania. Al nostro interno c’ è una sana competizione ma la sfida è quella di costruire soluzioni per i campani.

Quanto pensa possa incidere la lontananza di Berlusconi dalla scena considerato che Salvini e Meloni sono spesso in Campania?

Il presidente Berlusconi c’è. Non fa mancare il suo sostegno, è un leone insuperabile. Come gli altri si sta spendendo per la Campania.

Perché gli elettori dovrebbero votare per lei?

Perché la sinistra ha fallito, perché il centrodestra unito ha una proposta chiara e libera per il futuro. Con la sinistra c’è il passato. Noi vogliamo pensare alla Campania.

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