Gualtieri: “Rimbalzo dell’Italia si vede, entro l’anno il digital tax. Resta il nodo Mes”

Avanti con la grande riforma economica europea, evitando (almeno per il momento) le polemiche interne sul famigerato Mes.

Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse

ROMA – Avanti con la grande riforma economica europea, evitando (almeno per il momento) le polemiche interne sul famigerato Mes. Da Berlino, dove partecipa alla riunione informale dell’Ecofin, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri ribadisce la sua ricetta per un’Italia e un’Europa pronte a tornare alla crescita dopo l’incubo della pandemia.

Finito il momento terribile che stiamo vivendo, i rigoristi vorranno tornare al Patto di Stabilità e Crescita, che al momento è sospeso tramite la ‘clausola di fuga’. Ma per Gualtieri, invece, “ci sarà l’esigenza di rivedere le regole che ne migliorino il carattere”, perché al momento il Patto prevede “troppa complicazione, un’eccessiva pro-ciclicità (seguendo l’economia se questa va male ndr), un non-incentivo agli investimenti”. Una formula che, per il titolare di via XX settembre, non può più funzionare.

A suo parere, invece, bisogna seguire i consigli del commissario europeo Paolo Gentiloni, secondo cui è più rischioso eliminare lo stimolo troppo presto, piuttosto che troppo tardi. Ben vengano, quindi, i fondi di Next Generation Eu, che Gualtieri vorrebbe incanalare verso un’innovazione che aiuti la sostenibilità ambientale e sociale. L’Italia, a suo dire, ha le carte in regola per farlo. “Nell’analisi della fase economica, bilateralmente, molti colleghi hanno sottolineato come i dati dell’Italia siano superiori di quello che si aspettavano”, racconta il ministro, secondo cui il nostro Paese “sta avendo un rimbalzo che si sente, che si vede”.

La Germania, che ha la presidenza di turno del Consiglio Ue, benedice il Recovery Fund. Ma, come ricorda il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, per mettere in atto le decisioni prese dal Consiglio europeo di luglio, i nuovi debiti contratti dalla Commissione europea dovranno essere ripagati con maggiori risorse proprie. Risorse che, peraltro, potrebbero arrivare con la tassa sul digitale. Quando arriverà? Gualtieri spiega di aver insistito per avere una soluzione entro dicembre. Al momento sono in corso trattative, complesse, a livello Ocse. Se queste non dovessero dare frutti, per Roma, è meglio procedere soltanto in sede europea.

All’Ecofin, pur se informalmente, i ministri discutono anche del Mes, capitolo doppiamente spinoso per l’Italia. Da un lato, il M5S non vuole il suo utilizzo per aiutare i conti pubblici fiaccati dalla pandemia. Dall’altro, gli istuti di credito nostrani attendono la riforma complessiva del Mes, che permetterebbe un travaso di risorse per salvare proprio le banche, tramite il meccanismo di risoluzione (tecnicamente si parla di ‘backstop’). Anche qui, i dettagli di funzionamento ritardano la concretizzazione del progetto. Valdis Dombrovskis si augura che entro l’anno si arrivi ad una soluzione, Gualtieri dice che dalla fine del 2021 la riforma sarà finalizzata.

di Matteo Bosco Bortolaso

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