Spesa sempre più green: vale 8 miliardi

Attenzione alta sugli involucri: l’acquisto di prodotti in confezioni compostabili cresce del 55%. In calo la richiesta del ‘cruelty free’. Le aziende sfruttano il trend e usano le etichette per attirare i consumatori

Il carrello della spesa degli italiani è sempre più green. Cresce l’attenzione alla sostenibilità sia per gli alimenti che per gli involucri che li custodiscono. La rivoluzione ecologista degli ultimi anni si è diffusa grazie alle battaglie di Greta Thunberg, e anche lo shopping si è adeguato alle nuove sfide. Di fatto quella ecologica è una vera e propria moda e le aziende cercano di sfruttarla, così le dichiarazioni relative alla sostenibilità ambientale sono sempre più presenti sulle confezioni dei prodotti di largo consumo. E’ quanto emerge dall’analisi pubblicata dall’Osservatorio Immagino, realizzata da GS1 Italy in collaborazione con Nielsen. Lo studio si concentra su quattro grandi temi che catturano l’attenzione del consumatore: responsabilità sociale, rispetto degli animali, management sostenibile delle risorse e agricoltura e allevamento sostenibili. Emerge che il carrello della spesa degli italiani è sempre più verde ed il suo valore arrivato a sfiorare gli 8 miliardi di euro l’anno, grazie a 21.213 prodotti di largo consumo che riportano in etichetta richiami legati al rispetto dell’ambiente.

Confezioni e agricoltura: cosa attira i consumatori

Il dossier ci dice che a dominare le vendite sono i richiami alla gestione sostenibile delle risorse sia nella fase produttiva che nel packaging del prodotto con un fatturato di 3,6 miliardi di euro, il 10,2% del valore complessivo del paniere verde. Nell’arco dei 12 mesi rilevati a crescere sono state soprattutto le vendite di prodotti per cui viene segnalato in etichetta che sono confezionati in un imballo compostabile, il 55,9% rispetto all’anno precedente. I prodotti di largo consumo con confezioni compostabili hanno raggiunto un fatturato di 74 milioni di euro. In questa macro categoria delle confezioni subito dopo quelle compostabili ad attirare i consumatori c’è l’etichetta ‘meno plastica’ che in un anno cresce del 21%. Poi ancora troviamo le diciture che richiamano ‘CO2’ (+19,1%) e ‘riduzione impatto ambientale’ (+13,5%). A fare in modo che questi fattori incidessero sulle scelte dei consumatori la diffusa campagna contro la plastica e l’allarme sulle microplastiche negli oceani che ha avuto un’eco globale. Al secondo posto, con 2,4 miliardi di euro di giro d’affari, ci sono i prodotti che in etichetta rimandano ad un’agricoltura amica dell’ambiente: i prodotti ‘senza antibiotici’ segnano +62%, poi ‘ingredienti 100% naturali’ +9,7% e quelli con la tracciabilità +14,7%.

Prodotti ‘cruelty free’: vendite in calo

Al terzo posto ci sono i prodotti attenti alla responsabilità sociale, con 2,3 miliardi di euro di fatturato. Lieve calo invece quello delle vendite del paniere di prodotti ottenuti nel rispetto e salvaguardia del benessere animale (-0,3%); un calo imputabile è imputabile principalmente alla riduzione dei prodotti con il claim “cruelty free” nelle categorie del cura persona (-3,4%). Invece i prodotti certificati Friend of the sea sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente (+0,3% a valore).

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