L’auto in allarme per la Brexit: possibili danni per 110 miliardi

Per le associazioni, è quindi urgente trovare un accordo che preveda zero tariffe doganali, regole di origine moderne e regolamenti omogenei. In caso contrario l'Unione e il Regno Unito saranno costrette a scambiare merci e servizi secondo le regole del Wto

MILANO – Le associazioni europee di rappresentanza del settore automobilistico tornano a lanciare l’allarme per le conseguenze della Brexit. Secondo 23 organizzazioni di rappresentanza nazionali, in caso di Hard Brexit, ossia di un mancato accordo tra Londra e Bruxelles sui futuri rapporti commerciali, il mondo delle quattro ruote del Vecchio Continente rischia di affrontare perdite commerciali per circa 110 miliardi di euro.

Il mercato delle auto

Anche, se non soprattutto, per questo motivo le associazioni hanno deciso di unire le forze per chiedere ancora una volta ai delegati di negoziare un accordo di libero scambio “ambizioso senza nessun ulteriore ritardo”. Del resto, ormai non c’è quasi più tempo per raggiungere un compromesso accettabile per entrambe le parti. Mancano solo 15 settimane alla scadenza del periodo di transizione scattato con l’uscita formale del Regno Unito dalla Ue dello scorso gennaio e tra pochi giorni è in calendario un nuovo round negoziale, che potrebbe essere decisivo in un modo o in un altro. Le tensioni delle ultime settimane fanno però propendere per lo scenario peggiore e più temuto dal settore.

L’ipotesi del ‘no deal’

E, infatti, le associazioni invitano Londra e Bruxelles a fare tutto il possibile per evitare l’ipotesi del ‘no deal’. Per rafforzare la richiesta le organizzazioni pongono l’accento sugli attuali problemi affrontati dal settore: i 110 miliardi di danni si aggiungerebbero ai 100 miliardi subiti con la crisi del coronavirus. E in tal caso aumenterebbero i rischi per 14,6 milioni di posti di lavoro. Inoltre “l’impatto catastrofico del mancato accordo”, con la conseguente introduzione delle tariffe stabilite dall’Organizzazione Mondiale del Commercio, minaccia la produzione tra Ue e Regno Unito di circa 3 milioni di auto e veicoli commerciali in cinque anni.

Occorre trovare un accordo

Per le associazioni, è quindi urgente trovare un accordo che preveda zero tariffe doganali, regole di origine moderne e regolamenti omogenei. In caso contrario l’Unione e il Regno Unito saranno costrette a scambiare merci e servizi secondo le regole del Wto. Tra queste figurano dazi del 10% sulle auto e fino al 22% su furgoni e camion, che dovrebbero essere trasferite ai consumatori, rendendo così i veicoli più costosi e influenzando negativamente la domanda. Anche i fornitori saranno colpiti dalle tariffe andando incontro a un aumento dei costi di produzione che porterà a maggiori importazioni di componenti da altri Paesi più competitivi. Pertanto, concludono le associazioni, un “ambizioso accordo di libero scambio Ue-Regno Unito, con disposizioni specifiche per il settore automobilistico, è fondamentale per il futuro successo dell’industria automobilistica europea”.

(AWE/LaPresse/di Rosario Murgida)

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