Vaccini, intesa Stato-Regioni: quota minima di anti-influenzali nelle farmacie

“Oggi, in Conferenza Stato-Regioni, abbiamo sancito l’intesa per distribuire una quota di vaccini anti-influenzali, disponibile per ogni singola Regione, attraverso il sistema territoriale delle farmacie”

ROMA – “Oggi, in Conferenza Stato-Regioni, abbiamo sancito l’intesa per distribuire una quota di vaccini anti-influenzali, disponibile per ogni singola Regione, attraverso il sistema territoriale delle farmacie”, lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. “Guardando oggi alla campagna vaccinale per prevenire l’influenza occorre considerare due ordini di fattori”, ha spiegato Bonaccini. “Il primo è che la vaccinazione anti-influenzale sebbene non abbia una efficacia al 100% può contribuire a ridurre il carico d malattie nella popolazione e ciò è ancora più importante se consideriamo il caso in cui influenza e Covid-19 siano simultaneamente presenti in una comunità. Contenere il numero di casi di influenza facilita poi la diagnosi differenziale ed evita il sovraccarico del sistema sanitario. Il secondo è che ogni anno 800 mila cittadini che non rientrano fra le categorie per le quali la vaccinazione è raccomandata, si rivolgono comunque al farmacista per acquistare il vaccino a proprie spese Poiché la raccomandazione per il vaccino anti-influenzale quest’anno è stata estesa a categorie d’età non incluse in precedenza, le Regioni hanno provveduto e stanno provvedendo ad un’acquisizione più ampia di vaccini. Per questo occorre ora un intervento redistributivo delle Regioni per renderne disponibile una percentuale minima, l’1,5 per cento, (eventualmente incrementabile dalle singole Regioni) nelle farmacie. L’unica condizione che abbiamo posto e su cui abbiamo avuto assicurazioni dal Governo – ha concluso Bonaccini – è che sia assicurato comunque il quantitativo necessario per gli anziani (ultra sessantacinquenni e per quest’anno anche a partire dai 60 anni), per le persone appartenenti a categorie a rischio, alle donne in gravidanza, agli addetti ai servizi essenziali e, quest’anno, anche ai bambini fra i 6 mesi e i 6 anni”.

LaPresse

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