Recovery fund, Conte: “Se perdiamo la sfida mandateci a casa”. Zinga non arretra sul Mes

Foto Filippo Attili / Palazzo Chigi / LaPresse in foto il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

ROMA – Superata, anche se non a pieni voti, la prova del primo giorno di scuola, Giuseppe Conte – che si concede un blitz tra gli studenti a Norcia – prova a spostare l’orizzonte più in là. Domenica e lunedì si vota in sette Regioni e il centrodestra già annuncia ‘avvisi di sfratto’ all’inquilino di palazzo Chigi, ma per il premier è un’altra la partita sulla quale il Governo si giocherà tutto. “Il piano Next Generation Eu è un progetto per voi, per restituirvi un Paese migliore. Se perderemo questa sfida avrete il diritto di mandarci a casa”, dice ai ragazzi.

In realtà il Governo rischia di traballare anche prima, non tanto sul piano di rilancio in sé, quanto su quello sanitario che potrebbe partire – subito, o quasi – attivando il Mes. “Su questo non arretreremo e nessuno può permettersi di dire il Capitolo è chiuso – Nicola Zingaretti – Qui c’è una maggioranza, c’è un Governo, c’è un dibattito politico e non è chiuso nulla. Stiamo parlando del futuro del Paese”.

Tutta la squadra dei ministri è impegnata sul Recovery Plan, ma è sull’asse Gualtieri-Amendola che i contatti sono più fitti, in costante aggiornamento con Bruxelles. Il ministro dell’Economia è sicuro di non esagerare quando definisce il Recovery Fund “un punto di svolta” non solo per il rilancio della nostra economia in chiave di sostenibilità ambientale, sociale, innovazione e competitività, “ma per lo stesso processo di integrazione europea”. I 209 miliardi rappresentano “per l’Europa e per l’Italia un’occasione irripetibile per uscire da un lungo periodo di stagnazione e da una crisi senza precedenti che stiamo attraversando a causa della pandemia tornando a sviluppo e innovazione”.

Certo, ogni Paese dovrà fare i ‘compiti a casa’. “Il supporto europeo – ribadisce il titolare di via XX settembre – serve per finanziare pacchetti di investimenti e riforme. Non può consistere in un’ondata di spesa corrente o di tagli d’imposta che non siano sostenibili nel tempo”. Dello stesso avviso anche Amendola, impegnato a tenere a distanza potenziali assalti alla diligenza. I progetti da presentare all’Ue, sottolinea, non saranno uno “svuotamento di cassetti”: “Parliamo di economia sostenibile, digitalizzazione, è impensabile affrontare queste sfide del futuro con idee concepite magari cinque anni fa. E’ cambiato il mondo, nel frattempo”.

La tabella di marcia è scandita

A ore le linee guida italiane, che racchiudono le sei missioni principali scelte dal Governo, arriveranno in Parlamento. Alle Camere spetterà il compito di indirizzare e modificare, se sarà il caso, la road map del Governo. Il piano è quello di votare il pacchetto entro i primi di ottobre. Venerdì, invece, sono attese le nuove linee guida europee. Anche sulla base di queste ultime, il 15 ottobre, l’Italia presenterà il suo piano di investimenti per l’utilizzo del Recovery Fund . A quel punto la palla passerà all’Ue. Entro aprile 2021 i 209 miliardi saranno poi definitivamente ‘sbloccati’.

“Abbiamo tutti insieme una sfida di grande responsabilità – riconosce Gualtieri – dobbiamo avere come unico criterio nella selezione dei progetti la loro capacità di rilanciare in modo strutturale la crescita e l’occupazione di questo Paese, di ricucirne le fratture territoriali e sociali, di rendere questo paese un paese migliore, più forte e più giusto”. (LaPresse)

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