Il Tar boccia il ricorso del Governo contro la Regione Piemonte: la febbre va misurata a scuola

Respinta la richiesta di sospensiva d'urgenza dell'ordinanza regionale

Giuseppe Conte e Lucia Azzolina (Foto GIUSEPPE LAMI/LaPresse/Pool Ansa)

Il Tar boccia Azzolina e Speranza e dà ragione al governatore del Piemonte, Alberto Cirio, respingendo la richiesta di sospensiva d’urgenza della delibera con cui il governatore ha imposto alle scuole della sua regione la misurazione della temperatura degli studenti direttamente a scuola, prima dell’inizio delle lezioni. Ora gli istituti scolastici, in attesa della discussione della causa in Camera di Consiglio il giorno 14 ottobre, proseguiranno con la misurazione della temperatura direttamente in classe.

La bocciatura

Il Tar ha così bocciato la richiesta di sospensiva voluta dal Ministro dell’Istruzione Azzolina e dal Ministro della Salute Speranza in quanto “l’ordinanza regionale non sovverte quanto stabilito dallo Stato, ma lo integra”. Per i giudici infatti “il rischio sanitario è tale da giustificare provvedimenti straordinari”.

I commenti

“Sono dispiaciuto – ha commentato il governatore Cirio – che la scelta del Governo sia stata quella di entrare in netto contrasto con il Piemonte, invece che considerarlo un esempio. Un provvedimento che punta a garantire più sicurezza per i propri cittadini, introducendo un livello di controllo in più per tutelare la salute di bambini e ragazzi, del personale scolastico e dei nonni”, Mentre da Palazzo Chigi ribadiscono che “l’impugnazione da parte del Governo dell’ordinanza del Piemonte è stata un atto opportuno e un gesto di buonsenso. Il ricorso presentato ha raccolto il disappunto dell’intera comunità scolastica regionale e cercato di evitare disagi a scuole e famiglie, che si sono viste stravolgere le regole di sicurezza a poche ore dalla ripresa. Regole condivise da tutte le Regioni, Piemonte compreso, fin da giugno. Si attende ora con serenità e rispetto il giudizio definitivo. Ma resta la convinzione che cambiare le regole in corsa non sia stato rispettoso nei confronti di scuole e famiglie che si sono a lungo preparate per questa ripartenza”.

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