Smog, i nostri occhi sono in pericolo

L’aria avvelenata danneggia non solo i polmoni ma anche la vista. Boom di ragazzini con la congiuntivite: uno studio condotto in Lombardia mostra i danni causati dalle polveri sottili

L’inquinamento dell’aria è un pericolo per la salute, si sa. Ma è opinione diffusa che fumi e scarichi danneggino esclusivamente polmoni e sistema respiratorio, mentre i danni si estendono a molti altri apparati e organi. Danni importanti sono quelli che colpiscono gli occhi, tramite la cosiddetta congiuntivite urbana o congiuntivite da inquinamento. Si tratta di uno stato infiammatorio dai sintomi simili a quelli di un’allergia stagionale, ovvero bruciore,
arrossamento, tendenza a sbattere ripetutamente le palpebre. La superficie dell’occhio è infiammata e si asciuga, particolarmente se il paziente indossa la lente a contatto.

Lo studio in Lombardia

A dimostrare la correlazione tra la qualità dell’aria cittadina e la salute degli occhi c’è uno studio pubblicato dalla rivista scientifica internazionale Seminars in Ophtalmology. Lo studio prende in esame il periodo tra gennaio e dicembre 2013, nei giorni di maggiore presenza di inquinanti (ovvero polveri sottili Pm2,5 e Pm10). I dati delle centraline sono stati monitorati e incrociati con quelli del numero di accessi di pazienti pediatrici nei pronto soccorso della regione Lombardia. “Si è osservata una corrispondenza statisticamente significativa tra l’accesso di bambini con disturbi oculari aspecifici, simil allergici, e l’alta concentrazione di inquinanti. Il campione esaminato, però, non riportava una chiara evidenza di patologia allergica. Si è pertanto arrivati alla conclusione di congiuntiviti da inquinamento. Tale fenomeno era stato già descritto in passato, ma questo studio ha evidenziato una relazione diretta”, ha spiegato il primo autore della ricerca, Paolo Nucci.

Bambini più colpiti

Lo studio mostra che ad essere più colpiti dalla congiuntivite da smog sono i bambini. L’indagine ha riguardato i bambini perché, a causa della loro altezza, sono i più esposti alle polveri sottili, che si depositano a terra. E’ stata osservata una corrispondenza importante tra l’accesso di bambini con disturbi oculari aspecifici e l’alta concentrazione di inquinanti. Il campione esaminato non riportava una chiara evidenza di patologia allergica, quindi si è arrivati alla conclusione che la congiuntivite fosse determinata dall’inquinamento.

Come aiutare i bimbi

L’unico modo per evitare che i bambini subiscano i danni dell’inquinamento è cercare di ridurlo, magari puntando sulla mobilità sostenibile. Una precauzione che possono adottare i genitori è quella di lavare gli occhi dei bambini con appositi colliri ripristinanti il film lacrimale, contro la secchezza determinata dalle polveri. L’ideale è applicare acqua o semplice soluzione fisiologica prima di uscire, in modo che durante l’esposizione alle polveri gli occhi siano il più idratati possibile. Ma e il disturbo persiste e si fa importante è meglio consultare un oculista per verificare che non si tratti di altro, come una congiuntivite allergica.

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