Coronavirus, il governo dà l’ok alla riapertura degli stadi della Serie A: da domani 1000 spettatori

Foto Marco Alpozzi/LaPresse

ROMA – Domani stadi aperti a mille spettatori per le partire di Seria A. Arriva l’ok del governo, dopo le ‘forzature’ di Emilia Romagna, Veneto e Lombardia che in solitaria aveva anticipato i tempi riportando i tifosi negli impianti sportivi. La decisione arriva al termine di una riunione – convocata in videoconferenza – dal ministro per gli affari regionali, Francesco Boccia, che ha messo attorno a un tavolo virtuale il titolare dello Sport, Vincenzo Spadafora, quello della Salute, Roberto Speranza, e il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. Presenti anche i governatori Fedriga, Marsilio, Toma, Bardi, Cirio, Fontana.

La prima ordinanza regionale, a rompere gli indugi, è stata quella di ieri del governatore Bonaccini, poi seguito da Luca Zaia e Attilio Fontana. Le indicazioni regionali seguivano comunque regole restrittive: mille persone in luoghi aperti e 700 in quelli chiusi, obbligo di mascherina – anche all’aperto se non rispettata la distanza di un metro – e niente bandiere e vessilli della squadra del cuore. Posti solo su prenotazione e a sedere, e misurazione della temperatura all’ingresso.

L’esecutivo non poteva, tuttavia, permettersi un’altra fuga in avanti con le regioni, tantomeno decisioni prese in ordine sparso. Secondo quanto trapela dalla riunione tra esecutivo e governatori si lavora da qui al 7 ottobre per dare un contributo condiviso tra governo e regioni in vista del prossimo Dpcm, anche in base alle valutazioni della curva epidemiologica del ministero della Salute e del Cts, dopo l’apertura delle scuole. L’obiettivo è definire una percentuale di ingresso che tenga conto della capienza degli impianti per ogni disciplina sportiva.

“Una sperimentazione per le prossime aperture – commenta a caldo Spadafora – Il mio obiettivo è quello di consentire la partecipazione del pubblico per tutti gli sport e per tutte le categorie, arrivando a definire un protocollo unico che preveda una percentuale di spettatori in base alla capienza reale degli impianti: l’impegno che ci siamo presi durante l’incontro è quello di metterci subito al lavoro su questo”. E dalla scienza, per bocca di Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, arriva l’invito alla prudenza e l’auspicio che si arrivi a una “omogeneità di approccio sul territorio nazionale”.

Una “bella notizia – dice il presidente della Figc Gabriele Gravinama il fatto che il via libera sia arrivato solo per la Serie A, e non per gli altri campionati professionistici, mi lascia perplesso”. La convinzione, prosegue, è “che verrà preso il medesimo provvedimento prima dell’avvio ufficiale dell’attività della B e della C, previsto per il prossimo fine settimana”. Un distinguo che cela tensione. Questa mattina il botta e risposta tra il numero uno della Lega Dal Pino e lo stesso Spadafora.

“A luglio abbiamo fatto con i migliori consulenti in circolazione uno studio di 300 pagine su come riaprire gli stadi in totale sicurezza – tuona Dal Pino – nessuno ci ha mai chiamato nemmeno per affrontare questo discorso. Il Cts fa enormi sforzi per occuparsi del paese, siamo grati a loro per quello che stanno facendo. Ma rispetto al nostro ministero dello sport il dialogo non è quello che dovrebbe essere. Mi spiace dirlo, ma devo dirlo a voce alta, c’è bisogno di rispetto. Da parte nostra c’è un movimento che ha poco ascolto”.

La replica del ministro arriva a stretto giro: “Riceverò con piacere il presidente Dal Pino nei prossimi giorni: la ripresa del campionato è una buona notizia per tutti gli appassionati e gli sportivi, tra cui il sottoscritto. Spero in una stagione di sport entusiasmante e faccio il mio in bocca al lupo a tutte le squadre coinvolte”. (LaPresse)

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