Nel Duomo semivuoto si scioglie il sangue di San Gennaro

Il miracolo alle 10 e 02

Foto LaPresse - Alessandro Pone

NAPOLI – San Gennaro, anche ai tempi del Covid-19, fa il miracolo nel Duomo semivuoto. “Con gioia e commozione – ha detto Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli – il sangue del nostro santo patrono è sciolto”.

Le porte della cattedrale si sono aperte oggi alle 9. Alle 9.45, il cardinale Sepe si è recato nella cappella del santo, dove ha provveduto all’apertura della cassaforte che contiene il reliquiario con le ampolle del sangue.

La prima notizia storica delle ampolline con il sangue è data da un cronista medievale (Chronicom siculum), che il 17 agosto 1389 annota, con stupore, il fenomeno singolare della “liquefazione” del Sangue documentata, da allora, ininterrottamente sino a oggi. Per tre volte all’anno, l’ampolla viene esposta alla presenza dell’Arcivescovo di Napoli mostrata al popolo; in due delle tre date è presente anche l’Arcivescovo di Napoli. Le date ricordano tre momenti della storia che legano le reliquie al popolo partenopeo, ed è in quegli “anniversari” che avviene il “Prodigio” o “Miracolo” della liquefazione del sangue di San Gennaro.

Un Santo ‘internazionale’

È il santo più conosciuto sia dal punto vista culturale sia da quello spirituale per due distinti motivi. Dal punto di vista artistico e culturale perché le vicende politiche di Napoli, la vocazione naturale a essere grande capitale europea di un regno in un punto strategico del Mediterraneo, la capacità innata di essere culla delle arti e degli artisti, la fede del popolo, hanno fatto sì che vi fossero scambi commerciali e culturali continui con gli altri paesi, diventando meta privilegiata del Gran Tour e, ovviamente incidendo in modo rilevante anche sulla conoscenza e la “esportabilità” di San Gennaro nel mondo. Il secondo motivo dell’enorme diffusione che ha avuto il culto di San Gennaro nel mondo, testimoniata anche dalla stima del Vaticano che ha contato in oltre 25 milioni i devoti e che ancora oggi vede la processione di San Gennaro il 19 settembre di ogni anno a New York, a Los Angeles, a Rosario in Argentina, a San Paolo del Brasile, a Chicago, a Toronto, a Melbourne, a Sidney e nei luoghi più disparati della Terra, lo si deve soprattutto ad un fenomeno di fine Ottocento: l’emigrazione. Il più grande esodo della storia moderna.

Il tesoro di San Gennaro

Il Museo del Tesoro di San Gennaro custodisce le reliquie del protettore della città. Paolo Jorio, direttore del Museo del Tesoro di San Gennaro, ci guida in un viaggio nel tempo grazie alla collezione di incredibili capolavori donati dai devoti. In 700 anni si è formato un tesoro costituito da gioielli, dipinti, sculture, statue, arredi in argento e tessuti. Il reliquiario esposto nel Museo del Tesoro di San Gennaro è utilizzato ancora oggi durante le processioni: le ampolle con il sangue infatti trovano alloggio nel foro in alto e sono tenute ferme da una baionetta.

La Collana del Tesoro di San Gennaro realizzata dal 1679 al 1929 rappresenta la storia di 250 anni d’Europa, il risultato della devozione di Re e Regine, nobili e gente comune. Nel 1679 la Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro diede l’incarico all’orafo napoletano Michele Dato di realizzare un ornamento per il Busto di San Gennaro, costituito da 13 grosse maglie d’oro con diamanti, smeraldi e rubini, donate dalla Deputazione. Una volta realizzata la collana, la Deputazione ritenne che fosse poco preziosa per il busto e così in epoche successive si è arricchita, aggiungendo altri preziosi donati da re e regine passati per Napoli o che abbiano regnato sulla città.

La Mitra gemmata di San Gennaro è uno degli oggetti più preziosi al mondo: 3964 pietre preziose, 198 smeraldi, 168 rubini, 3.328 diamanti, il tutto per 18 kg di peso.E ancora, la collana di perle, oro e gemme, le dieci meraviglie, le statue d’argento: insomma, un tesoro tutto da scoprire!

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