Iran, gli Usa contro tutti: Pompeo annuncia il ripristino delle sanzioni e l’Onu si spacca

Dietro la decisione dell'amministrazione Trump, "il mancato rispetto da parte dell'Iran degli impegni presi con l'Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)"

Juan Mabromata / AFP in foto Mike Pompeo

TORINO – Gli Stati Uniti contro tutti. Il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, annuncia il ritorno delle sanzioni Onu nei confronti dell’Iran e spariglia le carte nel più ampio scacchiere delle alleanze mondiali Onu. Dietro la decisione dell’amministrazione Trump, spiega Pompeo, “il mancato rispetto da parte dell’Iran degli impegni presi con l’Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)”.

Il dibattito

Al centro del contendere c’è il documento, firmato nel 2015 tra la Repubblica islamica e i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite (Cina, Francia, Russia, Regno Unito, Stati Uniti) più la Germania, P5+1. Oltre all’Unione europea, dal quale gli Usa si sono ritirati, in via unilaterale a maggio 2018. Ma non solo. Pompeo rivendica anche la mancata estensione da parte del Consiglio di sicurezza “dell’embargo sulle armi delle Nazioni Unite in vigore da 13 anni”, che avrebbe quindi spianato la strada a Teheran “per l’acquisto di ogni sorta di armi il 18 ottobre”. Evenienza “fortunatamente per il mondo” scongiurata grazie alla mossa degli Usa.

La linea di Pompeo

Secondo il segretario di Stato americano, l’azione è stata avviata “in conformità con i nostri diritti”. Mettendo in moto il processo di ‘snapback’, il meccanismo previsto dall’accordo siglato nel 2015, per il ripristino rapido delle sanzioni. E qui Washington si scontra con le posizioni di gran parte dei membri Onu, anche i suoi alleati. A unirsi al coro di critiche guidato da Cina e Russia, anche Gran Bretagna, Francia e Germania, che in una dichiarazione congiunta hanno fatto sapere che la mossa di Washington “non può avere effetto legale e quindi non può fare entrare in vigore la procedura”.

La questione

La spiegazione si trova nelle parole dell’Alto rappresentante europeo per gli Affari esteri, Josep Borrell: gli Stati Uniti infatti, “non possono essere considerati uno Stato che fa parte del Jcpoa e quindi non possono riavviare il processo di ripristino delle sanzioni Onu ai sensi della risoluzione 2231 del Consiglio di sicurezza”. Gli Usa, infatti, “hanno cessato unilateralmente la partecipazione al Jcpoa mediante memorandum presidenziale dell’8 maggio 2018 e successivamente non hanno partecipato ad alcuna attività correlata all’accordo”, ha aggiunto Borrell.

La reazione di Teheran

Non tarda ad arrivare anche la reazione di Teheran, forte della contrarietà diffusa anche tra gli Stati occidentali dalle affermazioni di Pompeo. “Le pressioni legali e politiche degli Usa si sono rivelate solo la causa del massimo isolamento per Washington stessa” è l’affondo del presidente, Hassan Rohani, che rilancia sottolineando che “anche i suoi tradizionali alleati si sono opposti alle misure statunitensi”.

(LaPresse)

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