Bonafede: “Ora coordinarsi di più con gli alleati sul territorio”

Le parole del ministro della Giustizia e capo delegazione M5S nel governo

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse in foto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede

TORINO – Un bottino un po’ magro per il M5S? “Assolutamente no. Stiamo parlando di un risultato storico che senza il M5S non sarebbe mai stato raggiunto: se ne parlava dal 1983 con la commissione Bozzi e finalmente il taglio dei parlamentari è divenuto realtà. Con questo referendum si è aperta la stagione di un rinnovamento della nostra democrazia che non era più rinviabile. È inconfutabile che da quando il M5S è in Parlamento la politica ha iniziato a dare segnali concreti di cambiamento che i cittadini apprezzano. Lo dimostra proprio il risultato trasversale del referendum”. Così il ministro della Giustizia e capo delegazione M5S nel governo, Alfonso Bonafede, in un’intervista al Corriere della Sera.

“Ho ripetuto più volte che le elezioni regionali non riguardavano il governo centrale ma quello di ogni singola Regione. A ogni modo, guardando ai risultati, confermo che questa maggioranza in futuro dovrà coordinarsi meglio anche a livello locale, ovviamente ascoltando sempre i territori. Proprio come capo delegazione ho potuto toccare con mano la capacità delle forze politiche che sono al governo di lavorare insieme e raggiungere risultati importanti nell’interesse dei cittadini. Penso, soprattutto, alla sfida del Recovery plan, fondamentale per creare posti di lavoro e rilanciare l’economia”, aggiunge Bonafede, che sull’ipotesi rimpasto afferma: “A mio avviso, dopo un voto del genere, l’ultima cosa a cui vogliono assistere gli italiani sono le vecchie liturgie da Prima Repubblica. Sarebbe un tradimento del messaggio di rinnovamento emerso da questo referendum”.

Quanto al risultato elettorale del M5S rispetto a 5 anni fa e a quello dell’allenza con il Pd in Liguria, il Guardasigilli afferma che “da sempre i risultati a livello locale sono lontani da quelli nazionali. Per il futuro, credo che la grande sfida sarà proprio questa. Il rilancio, anche sui singoli territori, dovrà partire dagli Stati generali”.

(LaPresse)

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