Coronavirus, risalgono i contagi: 1.640 e 20 decessi. Speranza: “Aumenteremo i tamponi”

Intanto, il Senato ha dato il via libera, con 143 voti favorevoli e 120 contrari, al decreto Covid, su cui il governo ha posto la fiducia

Foto Mauro Scrobogna / LaPresse Coronavirus, emergenza sanitaria Nella foto: continua il lavoro delle squadre sanitarie delle ASL

TORINO – Tornano a salire i contagi e i decessi per il coronavirus in Italia. Seppur a fronte di un record nei tamponi effettuati, 103.696, i nuovi casi sono stati 1.640, rispetto ai 1.392 di martedì, 302.537 in totale. E i morti 20, sei in più del giorno precedente, 35.758 dall’inizio dell’epidemia. Tutte le regioni hanno registrato un aumento delle infezioni, i numeri più bassi in Valle d’Aosta (2) e Molise (3), i più alti in Campania (248), Lombardia (196) e Lazio (195). Crescono gli attualmente positivi, arrivati a 46.114 (+625), i ricoverati, 2.658 rispetto ai 2.604 di martedì, e i pazienti in terapia intensiva, 244 contro i 239 del giorno prima.

Sì al decreto Covid

Intanto, il Senato ha dato il via libera, con 143 voti favorevoli e 120 contrari, al decreto Covid, su cui il governo ha posto la fiducia. Il provvedimento, già approvato dalla Camera, diventa così definitivo e proroga fino al 15 ottobre lo stato di emergenza per l’epidemia.

Speranza: “Più tamponi”

“Oggi siamo in grado di eseguire oltre 100mila tamponi al giorno e aumenteremo ancora i test nelle prossime settimane”, ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza durante il Question Time alla Camera. “Tra i test più promettenti c’è quello salivare, meno invasivo e più indicato per essere usato nelle scuole”.

Nelle Regioni è partita la corsa all’approvigionamento, soprattutto per il rientro in classe degli studenti. A Roma domani partiranno i primi tamponi rapidi antigenici nelle scuole. Il Piemonte ne ha comprati un milione, stesso obiettivo per il Lazio, numeri anche superiori in Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. La Sicilia ne ha già a disposizione oltre 750mila, distribuiti negli aeroporti ‘Falcone e Borsellino’ di Palermo e ‘Vincenzo Bellini’ di Catania, in alcuni pronto soccorso dell’isola, nelle carceri e in una scuola della provincia di Palermo per le operazioni di tracciamento e isolamento del virus.

La riforma del sistema sanitario

Speranza ha anche rassicurato sul fatto che l’Italia “non è più in balia di un mercato internazionale” e ha messo in campo una produzione pubblica che arriva a 30 milioni di mascherine al giorno. Grazie agli investimenti dedicati al comparto, “avremo una grande opportunità: per la prima volta potremo fare una riforma del Sistema sanitario nazionale”, ha rimarcato Speranza. Che ha annunciato investimenti su telemedicina, digitale e un nuovo piano per sostituire tutti i macchinari obsoleti.

(LaPresse/di Silvia Caprioglio)

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