Corte dei Conti, miliardi di crediti Inps non riscossi: così si mette a rischio Quota 100

Guglielmo Loy, Inps
foto LaPresse Tiziano Manzoni 10/02/2018 Bergamo - ITALIA Fiera di Bergamo incontro organizzato dal PD con Carlo Calenda nella foto Guglielmo Loy UIL

ROMA – Sono più di 140 miliardi di euro i crediti contributivi non riscossi. A segnare in rosso con la matita sono i magistrati contabili della  Corte dei Conti nella relazione relativa al 2018. Conti in netto peggioramento che “creano timori per la sostenibilità di quota 100 che amplia la platea dei beneficiari delle prestazioni”.


L’Inps ha chiuso il 2018 al passivo per una somma di circa 8 miliardi di euro, con un ulteriore ammanco rispetto all’anno precedente di 1 miliardo di euro. Solo lo scorso mese di maggio era stato Guglielmo Loy, presidente del consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps a evidenziare un rosso da quasi 36 miliardi specificando che “per le pensioni non ci sono problemi, ma se l’emergenza sanitaria dovesse proseguire sarà necessario un intervento del Governo per tenere in equilibrio il sistema previdenziale”.


Dal 2000 ad oggi

Nella forchetta che va dal 2000 al 2020, secondo la Corte dei Conti  i crediti contributivi non riscossi dall’Inps sono pari a 140,6 miliardi di euro che lo evidenzia nella relazione sulla gestione finanziari dell’Inps nel 2018. Inoltre la Corte dei conti consiglia all’Inps di “verificare se la permanenza in vigore di ‘Quota 100’ sia sostenibile per i conti”. Difatti “in merito alle mancate riscossione la relazione specifica come i 140 miliardi sono la cifra che rimane in carico ai soggetti incaricati del recupero delle somme”.


Crediti al netto

E’ una somma che si aggira sui 180 miliardi e riguarda i crediti al netto delle sospensioni e degli sgravi. Una somma da cui vanno detratte “le riscossioni che sono state pari a 39 miliardi, riscossioni che sono pari ad appena il 18,1 % del totale”.

Aumento spesa

“Le previsioni per il 2019 del Def, mostrano un aumento della spesa per pensioni del 3,2 per cento che tiene conto di Quota 100 e delle altre misure correttive alla legge n.214 del 2011”, lo precisa la Corte dei conti che specifica come “la spesa per altre prestazioni sociali in denaro è prevista in aumento dell’8,3 per cento rispetto al 2018”.

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