Tim, sul tavolo del cda il nodo sulla rete unica. Bankitalia entra nel capitale

Il progetto vede infatti Tim come socio di riferimento, supportato da una governance condivisa con Cdp. Nessuna interferenza, comunque, all'ingresso di altri soci

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse

MILANO – E’ ancora il nodo della rete unica ad essere al centro tavolo del cda di Tim. L’incontro mensile del board del gruppo dedica un capitolo importante agli sviluppi del progetto che vede Tim diretta protagonista. Pochi giorni fa il confronto con gli altri operatori, che auspicano per la futura rete unica in fibra ottica uno sviluppo “coerente con le premesse”. Intanto nel capitale sociale di Telecom Italia spunta un socio di rilevanza: la Banca d’Italia fa il suo ingresso con una quota dell’1,011%.

Il progetto

Gli auspici degli altri operatori sono già noti. Lo scorso 21 settembre gli amministratori delegati di Sky Italia Maximo Ibarra, di Vodafone Italia Aldo Bisio e di Wind Tre Jeffrey Hedberg hanno incontrato i ceo di CdP e Tim, Fabrizio Palermo e Luigi Gubitosi. I tre ceo “auspicano che il progetto di rete possa svilupparsi in maniera coerente con le premesse, dando vita a un operatore non verticalmente integrato, e pertanto capace di garantire condizioni di neutralità e indipendenza rispetto a tutti gli operatori”. Se “questa prospettiva verrà implementata con effettive garanzie di indipendenza della infrastruttura, una rete FTTH capillare contribuirebbe alla competitività del sistema Paese e porterebbe strumenti di connettività all’avanguardia nelle case di tutti gli italiani”, aggiungono.

La mossa di Bruxelles

Sul tema si è mossa anche Bruxelles. Nonostante l’operazione non sia ancora stata notificata, la Commissione europea “segue da vicino gli sviluppi”. La commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager ha spiegato che quando il progetto sarà comunicato “sarà un caso di cui potremo discutere”. In generale “senza fare riferimento direttamente a questa vicenda – ha poi aggiunto – si può supporre di avere un unico venditore a livello nazionale. È possibile, senza dubbio. La domanda è se” questo grossista sarà “indipendente oppure se avrà dei vincoli verticali rispetto ai venditori al dettaglio”.

Il ruolo di Tim

Tim rimane ottimista. In un’intervista dei giorni scorsi al Corriere della Sera il presidente del gruppo, Salvatore Rossi, aveva spiegato che “qualsiasi azione si abbia in mente, si deve mettere Tim al centro” e che l’azionariato dell’eventuale società per la rete unica “dovrà riflettere i conferimenti dei diversi soggetti che andranno a confluirvi”.

Tim vuole essere il socio di maggioranza della nuova realtà, ma “accetta di non avere la maggioranza del consiglio di amministrazione, perché è evidente che esiste un tema di presenza pubblica e di garanzia di neutralità e di accesso equo alla Rete da parte di tutti i fornitori di servizi”. Il progetto vede infatti Tim come socio di riferimento, supportato da una governance condivisa con Cdp. Nessuna interferenza, comunque, all’ingresso di altri soci. Nei giorni scorsi si era parlato di Mediaset, dopo la sentenza della Corte Ue che potrebbe ribaltare gli attuali scenari relativi alle concentrazioni nel settore.

(LaPresse/di Francesca Conti)

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