Corte dei Conti Ue: l’Europa ora ha i mezzi per affrontare le crisi

Per Ivana Maletic, membro della Corte responsabile per l'analisi, "lo shock economico prodotto dalla pandemia di COVID-19 è nettamente maggiore di quello del 2008, ma gli insegnamenti tratti da quelle crisi ci aiuteranno a rispondere alle sfide a cui siamo attualmente confrontati"

Ludovic Marin, Pool Photo via AP

MILANO – Gli effetti della pandemia del coronavirus sono stati devastanti. Ma ora l’Europa ha i mezzi e gli strumenti per affrontare anche una crisi senza precedenti come quella in corso. Ne è convinta la Corte dei conti europea in una sua analisi della situazione economica del Vecchio Continente. Infatti, per la corte lussemburghese, l’impatto della pandemia è “di gran lunga” superiore a quello della crisi finanziaria globale successiva al fallimento di Lehman Brothers del 2008 e della crisi del debito sovrano del 2012″. Tuttavia basta guardare a quanto fatto nel passato per avviare una “ripresa intelligente”.

Le crisi del 2008-2012

Le due crisi del periodo 2008-2012 “hanno avuto effetti a lungo termine sulla crescita e sulla stabilità di bilancio nell’Ue”. E che “sono stati accentuati dalle debolezze del sistema finanziario e dall’inadeguatezza degli strumenti delle politiche, della vigilanza e del contesto normativo, nonché dall’architettura istituzionale incompleta della zona euro”.

Gli effetti del Covid sull’economia

Tuttavia negli anni scorsi si è intervenuto per ridurre le debolezze. Per Ivana Maletic, membro della Corte responsabile per l’analisi, “lo shock economico prodotto dalla pandemia di COVID-19 è nettamente maggiore di quello del 2008. Ma gli insegnamenti tratti da quelle crisi ci aiuteranno a rispondere alle sfide a cui siamo attualmente confrontati”. E infatti la Corte rileva che gli strumenti oggi a disposizione dell’Unione per affrontare le crisi finanziarie sono migliorati negli ultimi anni. E’ stata istituita un’autorità di vigilanza del settore finanziario, è stata rafforzata la normativa e la vigilanza bancaria, è stato creato un quadro per una risoluzione ordinata delle banche e sono stati avviati i lavori per l’Unione bancaria e l’Unione dei mercati dei capitali.

Il rilancio dell’Europa

Ora che la pandemia sta mettendo “alla prova la resilienza dell’architettura economica e finanziaria” comunitaria, bisogna prestare attenzione ad alcuni problemi. Tra cui la ridotta redditività e le scarse possibilità di risoluzione delle banche. Con un alto livello di crediti deteriorati in alcuni Stati membri, un sistema finanziario potenzialmente più fragile a causa delle perdite su crediti, gli interessi nazionali e dell’UE tra loro in conflitto non ancora gestiti in modo efficiente e il problema dell’arbitraggio normativo. Di certo, e questo è l’invito della Corte, se l’Unione vuole raggiungere i suoi obiettivi ambiziosi in materia di protezione, vigilanza e rafforzamento del settore finanziario, deve “assegnare adeguate risorse umane e di bilancio a tale scopo. E deve completare l’Unione dei mercati dei capitali e l’unione bancaria”.

(AWE/LaPresse/di Rosario Murgida)

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