‘Ndrangheta, noto imprenditore arrestato per reati finanziari a Oristano

Associazione a delinquere per reati finanziari: questa l'accusa con cui è stato arrestato la scorsa notte un imprenditore 41enne a Oristano da polizia e finanzieri

Arresti della Guardia di Finanza (Foto Tiziano Manzoni/LaPresse)

ORISTANO – Associazione a delinquere per reati finanziari: questa l’accusa con cui è stato arrestato la scorsa notte un imprenditore 41enne a Oristano da polizia e finanzieri.

L’uomo, di origini calabresi ma residente da tempo nella città, secondo le indagini avrebbe aperto con un prestanome alcune società ‘cartiere’ che producevano fatture fasulle e carte contabili per frodare ed eludere il fisco nel corso degli anni.

La delega arrivava dalla procura di Reggio Emilia nel corso di una più ampia operazione nota come ‘Billions’ che ha coinvolto 250 tra operatori di polizia e finanzieri che ha portato a 51 misure cautelari personali di cui 22 detentive e 106 misure cautelari reali per 24 milioni di euro. L’operazione ha infatti permesso di scoprire un’associazione a delinquere composta da 49 soggetti specializzata nell’offrire ‘servizi’ di emissione di fatture per operazioni inesistenti, per consentire alle imprese l’abbattimento dei propri redditi imponibili, con svariati delitti tributari: emissione e utilizzo in dichiarazione di fatture false, occultamento della documentazione contabile e omessa dichiarazione dei redditi.

 Gli investigatori, attraverso le intercettazioni telefoniche e ambientali, le osservazioni e i pedinamenti, l’analisi dei flussi finanziari e l’approfondimento di segnalazioni per operazioni sospette, sono riusciti ad individuare una struttura associativa particolarmente complessa dedita al riciclaggio di denaro, anche all’estero, all’autoriciclaggio e alla commissione di reati di bancarotta fraudolenta.

La presunta associazione a delinquere smantellata era composta in modo estremamente strutturato: al vertice vi erano i capi che coordinavano dieci cellule operative che potevano contare di società di comodo (delle vere e proprie cartiere) per la emissione di fatture per operazioni inesistenti, di ‘prelevatori’ professionali di denaro da sportelli bancomat e procacciatori di soggetti economici interessati ad ottenere servizi finanziari illegali. Al gradino più basso dell’organizzazione vi era una folta schiera di prestanome, titolari di una miriade di società ‘cartiere’ che non avevano alcuna struttura aziendale e che servivano solo per produrre fatture false.

Particolarmente rivelatoria è stata una conversazione, captata dagli inquirenti, tra due indagati che scherzando si chiedevano ironicamente che cosa producessero le loro società, rispondendosi che “producono soldi”.

(LaPresse)

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