Immobile a Londra a 200mila di euro, si dimette il cardinale Becciu

Ma la storia non finisce qui: Beggiu quale sostituto della segreteria di stato, Becciu “avrebbe chiesto e ottenuto per ben due volte dalla Conferenza Episcopale Italiane e una volta dall'Obolo di San Pietro un finanziamento a fondo perduto in favore della cooperativa Spes, braccio operativo della Caritas di Ozieri, provincia di Sassari, di cui titolare e rappresentante legale e' il fratello Tonino”

ROMA – Il cardinale Becciu al centro di una inchiesta e si dimette dall’incarico, dimissioni accettate da Papa Francesco. La motivazione: il cardinale e Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi nell’occhio del ciclone per un immobile di lusso dal valore di 200mila di euro che il Vaticano avrebbe acquistato a Londra quando ancora ricopriva la carica di sostituto alla Segreteria di Stato della Santa Sede.

Le indagini

Gli inquirenti avevano passato al setaccio computer e documenti prelevati dagli Uffici della Segreteria di Stato e dell’Aif. In seguito alle indagini erano stati sospesi dall’incarico anche cinque funzionari tra cui il direttore dell’Aif Tommaso Di Ruzza e monsignor Mauro Carlino, segretario dello stesso Becciu. Ma Becciu si era sempre scaricato dalle responsabilità affermando che “qualcuno aveva approfittato della situazione”, oltre a sostenere di non essere personalmente indagato “essendo stato autorizzato a procedere dai suoi superiori” e che “neanche un penny dell’Obolo di San Pietro era stato usato per l’acquisto dell’immobile e che il palazzo si era molto rivalutato dopo la Brexit”, un immobile che tra l’altro consisteva “un buon investimento per il Vaticano”

L’inchiesta

Il settimanale l’Espresso nella sua inchiesta ha invece smentito quanto affermato da Bencciu rivelando anzi un “uso improprio dei soldi dell’Obolo di San Pietro, il fondo raccolto per le opere di aiuto ai poveri mediante un vero e proprio metodo che ha contraddistinto la Segreteria di Stato sotto la direzione del cardinale Angelo Becciu”. Secondo il periodico, infatti, “l’allora monsignor Becciu aveva affidato l’intera cassa vaticana al finanziere Enrico Crasso, ex Credit Suisse che ha indirizzato gli investimenti vaticani verso fondi speculativi con sede in paradisi fiscali”.

L’aggancio

Ma la storia non finisce qui: Beggiu quale sostituto della segreteria di stato, Becciu “avrebbe chiesto e ottenuto per ben due volte dalla Conferenza Episcopale Italiane e una volta dall’Obolo di San Pietro un finanziamento a fondo perduto in favore della cooperativa Spes, braccio operativo della Caritas di Ozieri, provincia di Sassari, di cui titolare e rappresentante legale e’ il fratello Tonino”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome