Cucchi, il pm denuncia: “Qualcuno passa gli atti agli imputati”. Ilaria: “Il lupo non perde il vizio”

L'inchiesta del pm Giovanni Musarò ruota attorno alle annotazioni redatte da due piantoni dopo la morte del geometra romano e modificate per far sparire ogni riferimento ai dolori che il giovane lamentava la notte dell'arresto

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse 11-10-2018 - Roma Cronaca Ilaria Cucchi ospite di Porta a Porta. Nella foto Ilaria Cucchi Photo Vincenzo Livieri - LaPresse 11-10-2018 - Rome News Ilaria Cucchi guest at Porta a Porta. Nella foto Ilaria Cucchi

ROMA – Ancora un colpo di scena nel processo sui depistaggi nel caso Cucchi. Secondo il pm, Giovanni Musarò, qualcuno continua a passare atti riservati agli imputati. E la denuncia è pesante come un macigno in un processo che affronta proprio il tema degli insabbiamenti sulla vicenda.

“Non abbiamo finito e non finiremo mai di subire interferenze illecite”, sono le parole amare dell’avvocato di Ilaria Cucchi, Fabio Anselmo. Mentre la sorella si Stefano affida ai social il suo commento. “Ho sempre nutrito e continuo a nutrire profondo rispetto per l’Arma dei Carabinieri. Ritengo lo meriti assolutamente. Oggi però, di fronte ai nuovi fatti, alzo le braccia – scrive sul suo profilo -. Abbiamo un Cucchi Quater. Il lupo perde il pelo ma non il vizio”.

Il processo

Stefano Cucchi morì il 22 ottobre del 2009, per le ferite riportate nel pestaggio subito in caserma, una settimana prima, subito dopo l’arresto per droga. Nell’ambito del processo depistaggi, otto carabinieri sono a giudizio perché accusati, a vario titolo, di reati che vanno dal falso, all’omessa denuncia, la calunnia e il favoreggiamento. Tra gli imputati, ci sono alti ufficiali come il generale Alessandro Casarsa, che nel 2009 era alla guida del gruppo Roma e il colonnello Lorenzo Sabatino, ex capo del Reparto operativo della capitale.

L’inchiesta

L’inchiesta del pm Giovanni Musarò ruota attorno alle annotazioni redatte da due piantoni dopo la morte del geometra romano e modificate per far sparire ogni riferimento ai dolori che il giovane lamentava la notte dell’arresto. Dopo il pestaggio subito nella stazione della compagnia Casilina, e per il quale due militari sono stati condannati in primo grado a 12 anni per omicidio preterintenzionale.

Nel processo sono imputati anche Massimiliano Labriola Colombo, ex comandante della stazione di Tor Sapienza, dove Cucchi venne portato dopo il pestaggio, Francesco Di Sano, che a Tor Sapienza era in servizio quando arrivò il geometra, Francesco Cavallo all’epoca dei fatti responsabile del comando del Gruppo carabinieri Roma, il maggiore Luciano Soligo, ex comandante della compagnia Talenti Montesacro, Tiziano Testarmata, ex comandante della quarta sezione del nucleo investigativo, e il carabiniere Luca De Ciani.

(LaPresse/di Alessandra Lemme)

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