Istat, sale la fiducia di imprese e consumatori. L’Unc: bene ma non basta

I mercati finanziari non hanno reagito bene alle ultime notizie sulla pandemia. In Europa, infatti, il focus è sull'emergenza Covid, con in particolare la Francia alle prese con un record di contagi

Istat

TORINO – Migliorano sia il clima di fiducia dei consumatori, sia quello delle imprese. Per le aziende si tratta del quarto rialzo mensile consecutivo, per i consumatori del secondo. Il dato rilevato dall’Istat vede passare la fiducia dei consumatori da 101,0 a 103,4 e quella degli imprenditori da 81,4 a 91,1. Fiducia quindi, nonostante le più recenti notizie sul Covid non risparmino qualche preoccupazione, sul fronte dei contagi e delle misure di contenimento all’estero.

L’impatto del Covid sul mercato

I mercati finanziari non hanno reagito bene alle ultime notizie sulla pandemia. In Europa, infatti, il focus è sull’emergenza Covid, con in particolare la Francia alle prese con un record di contagi, oltre 16mila nelle ultime 24 ore. Anche in Italia poco è valsa a Piazza Affari la lettura positiva della fiducia delle imprese, salita più del previsto a settembre e che conferma come il Paese stia contenendo la seconda ondata del coronavirus meglio di altri.

Le stime dell’Istat

La raccolta dei dati Istat – va precisato – è mensile e avviene nei primi 15 giorni del mese di riferimento per l’indagine sui consumatori. Per quanto riguarda le imprese, la raccolta dei dati avviene nei primi 16/18 giorni del mese di riferimento. Il miglioramento del clima di fiducia in Italia è diffuso a tutti i settori, con maggiore intensità per i servizi di mercato. La crescita degli indici negli ultimi quattro mesi riduce il divario rispetto ai livelli precedenti l’emergenza sanitaria, che tuttavia rimane ancora marcato ad eccezione del settore delle costruzioni. Si evidenzia un’accentuata diminuzione delle aspettative sulla disoccupazione e uno spiccato miglioramento dei giudizi sull’opportunità di effettuare acquisti di beni durevoli.

Occorre fare di più

Buone notizie. Ma per Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, c’è un “ma”. “Bene, ma non basta. E’ un’ottima notizia che il rialzo di agosto non sia stato effimero, legato al clima vacanziero, e che, al rientro dalle ferie, non si sia interrotto l’andamento positivo del clima di fiducia dei consumatori”, afferma. “Certo la ripresa è molto lenta, e siamo ancora troppo distanti dal clima di fiducia pre-Covid. Insomma, bene che sia salito a 103,4, ma dobbiamo ricordarci che a febbraio era pari a 110,6, ossia 7,2 punti in più e a gennaio era pari a 111,1, cioè 7,7 punti percentuali in più. Bene che migliorino rispetto ad agosto le attese sulla situazione economica dell’Italia, male, però, che peggiori il giudizio sulla situazione economica della famiglia”, conclude Dona.

(LaPresse/di Laura Carcano)

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