Svizzera, referendum ‘contro’ l’immigrazione. In gioco i transfrontalieri

Secondo un recente sondaggio, condotto il 7 settembre dall'agenzia gfs.bern, oltre il 60% della popolazione svizzera è contraria alla proposta, mentre circa il 35% è favorevole

Il confine con la Svizzera (Foto Piero Cruciatti / LaPresse)

GINEVRA – Nuovo referendum in Svizzera, dove i cittadini sono chiamati a votare sulla possibilità di revocare il diritto di libera circolazione con l’Unione europea. Tornano così ad accendersi, come varie volte accaduto in passato, i riflettori sui lavoratori transfrontalieri italiani e non solo. Più volte dalla Svizzera sono arrivate spinte per limitarne l’ingresso e i diritti di lavorare. A promuovere la consultazione, in programma domenica 27, il populista Partito popolare svizzero (Svp), che chiede accesso preferenziale a occupazione, previdenza sociale e sussidi per le persone con cittadinanza svizzera. Se passasse il ‘sì’ alla proposta di modificare la Costituzione, gli accordi di libera circolazione con l’Ue sarebbero aboliti. Per rinegoziarne di nuovi Berna avrebbe 12 mesi. Alla fine dei quali se non ci fosse un’intesa la Svizzera potrebbe ritirarsi unilateralmente e imporre divieti ai confini.

La possibile ‘Brexit svizzera’

L’eventuale approvazione apre a uno scenario che è stato descritto da molti come ‘Brexit svizzera’ (pur non essendo il Paese un membro dell’Unione), per il prevedibile sconvolgimento dell’equilibrio non solo tra la nazione e il blocco comunitario, ma anche dentro quest’ultimo. Il timore, come fu nel caso del divorzio del Regno Unito, è di un ‘effetto domino’. Già nel 2004 la Svizzera affrontò un referendum simile, in cui fu approvata con stretto margine la proposta, anche in quel caso del Svp, di limitare l’accesso ai cittadini Ue a vita e lavoro in Svizzera. Il Parlamento, però, agì in modo da non applicare la misura, in gran parte per timore delle ripercussioni sociali ed economiche. Di fronte all’inazione-ostruzione, il partito populista è ripartito all’attacco per riportare il tema al voto.

I sondaggi

Secondo un recente sondaggio, condotto il 7 settembre dall’agenzia gfs.bern, oltre il 60% della popolazione svizzera è contraria alla proposta, mentre circa il 35% è favorevole, la parte restante indecisa. I sostenitori del ‘no’ (in pratica tutti gli altri partiti, sia a sinistra sia a destra) ritengono che la Svizzera non dovrebbe auto-crearsi problemi, aprendo uno ‘scontro’ con l’Ue. Per di più nel mezzo della pandemia del Covid-19. In Svizzera lavorano 330mila trasfrontalieri, molti dei quali nel settore sanitario decisivo nell’emergenza sanitaria. In particolare, a Ginevra e la zona del Ticino. Circa 1,4 milioni di cittadini dell’Ue vive nel Paese di circa 8,2 milioni, mentre 500mila svizzeri vivono nel blocco.

(LaPresse/AP)

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