Clima, gli attivisti tornano in piazza

Ricominciano le proteste di Fridays For Future: scioperi ‘green’ in tutto il mondo

NAPOLI – L’esercito ‘green’ torna finalmente in piazza per l’ormai consueto appuntamento con i venerdì di ‘Fridays For Future’, il movimento fondato dall’ecoattivista svedese Greta Thunberg che da ormai due anni a questa parte porta in piazza sempre più ragazzi e ragazze per la causa climatica. Dopo un lungo stop dovuto alla pandemia di coronavirus, gli attivisti sono nuovamente tornati a riempire le piazze di tutto il mondo per chiedere ai leader mondiali di abbassare il livello di emissioni di Co2 nell’atmosfera, principale fonte di inquinamento atmosferico che causa il riscaldamento globale e i conseguenti cambiamenti climatici.
La stessa Thunberg si è unita ieri a un gruppo di dimostranti davanti al Parlamento svedese per una nuova giornata di proteste contro il cambiamento climatico, proprio lì dove tutto ebbe inizio. E’ lì infatti che la sua battaglia per il clima ha preso il via: se due anni fa era sola, oggi a farle compagnia ci sono milioni di persone, rese più consapevoli dell’emergenza ambientale che viviamo.
Il gruppo di manifestanti, guidato da Greta, ha rispettato il distanziamento fisico nella piazza, mentre tutte le persone partecipanti indossavano mascherine anti-contagio da Covid-19. “Come sempre la principale speranza è tentare di avere un impatto sul livello di consapevolezza e sull’opinione pubblica, in modo che le persone comincino a diventare più consapevoli”, ha dichiarato la 17enne.
L’epidemia del coronavirus ha impedito per mesi le manifestazioni di Fridays for Future, il movimento che la giovane attivista ha ispirato in tutto il mondo, e ne ha quindi indebolito la visibilità pubblica. “Lo sciopero arriva alla settimana numero 110. Oggi (ieri per chi legge, ndr) si svolge la nostra azione globale in difesa del clima. Le proteste sono in corso in più di 3100 città diverse! In Svezia non sono consentite manifestazioni con più di 50 persone a causa del Covid-19, quindi ci adattiamo”, ha detto Greta, esibendo lo storico cartellone con cui inscenò la primissima protesta.

Proteste per chiedere ai governi di agire per contrastare il cambiamento climatico si sono svolte ieri in numerose città del mondo. “È arrivato il momento di far riemergere con forza il tema della lotta alla crisi climatica. È il momento di rilanciare il paese in chiave sostenibile”, ha affermato la Onlus Legambiente in una nota.

In Italia, in particolare, le proteste per l’ambiente si sono intrecciate con quelle per la scuola. Essendo Fridays For Future un movimento composto principalmente da studenti, le due battaglie marciano quindi a pari passo. “Vogliamo la riconversione ecologica ora, e per farlo è indispensabile ridare priorità a istruzione e ricerca”, ha spiegato la sezione italiana del movimento ecologista, sceso quindi in piazza “con Priorità alla Scuola, movimento apartitico che unisce studenti, insegnanti, genitori, personale scolastico. Per trovare delle risposte alla crisi climatica bisogna partire dalla formazione: in questa giornata si cerca di dare voce a quelle persone che già ora soffrono gli effetti della crisi climatica”.

Quella di ieri è stata solo una sorta di ‘anticipazione’, in previsione di un evento più importante, quello fissato in Italia per il 9 ottobre. Quel giorno gli studenti e tutti coloro che hanno intenzione di continuare a battersi per il Pianeta torneranno ancora in piazza per il nuovo, decisivo “Climate Strike”, “con cui porteremo il tema della crisi climatica di nuovo al centro dell’agenda dei governi”.

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