Conte: “Escludo il lockdown totale, gli italiani rispetteranno le regole”

Le dichiarazioni del premier intervenendo al 'Festival dell'economia' di Trento

Foto Filippo Attili / Palazzo Chigi/ LaPresse in foto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

ROMA “Lockdown? Io l’ho escluso pubblicamente perché siamo in una situazione molto diversa rispetto ai primi mesi dell’anno. Abbiamo lavorato duramente in questi mesi per rinforzare il ssn. Abbiamo un sistema di monitoraggio dettagliatissimo. Incrociando i dati sappiamo se siamo in una situazione di stress del ssn. Queste cose mi inducono a dire lockdown no nel modo in cui lo abbiamo conosciuto. Potremo intervenire in modo territorialmente circoscritto se ci sono defi focolai. Continuiamo a riprendere la vita sociale con fiducia, ma anche con responsabilità. Se gli italiani – ma non me lo immagino – dovessero smettere di adottare le semplici norme di prevenzione e rispettare le regole ci troveremmo situazione diffusiva di contagio incontrollabile”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte intervenendo al ‘Festival dell’economia’ di Trento.

La scuola

“La scuola è un problema serio: lo stiamo affrontando seriamente. Abbiamo investito 7 miliardi”. “Professor Boeri, mi creda, lei avrebbe fatto meglio, ma noi abbiamo fatto tantissimo”, ha aggiunto. “Credo che tutto si possa dire alla ministra Azzolina, tranne che ci ha messo poco impegno”, ha concluso.

Recovery Fund e stime sul Pil

Prosegue il premier: “Standard & poor ha fatto le stime di calo del Pil più ottimistiche di quelle che abbiamo noi attualmente, l’Istat ci dà un indice di fiducia che sta salendo. Abbiamo dati molto positivi ma l’Italia non potrà mai avere un rimbalzo molto significativo se gli altri Paesi europei si troveranno nei guai. Non si cresce da soli”. “Cambierà tutto, avremo anche un assetto normativo ad hoc per il Recovery fund”.

Rispetto per l’Italia

“Delle volte mi sembra di vivere una situazione dissociata in cui nella situazione internazionale viene apprezzato il nostro operato e in Italia abbiamo domande ‘quando cade il Governo?’ Dobbiamo essere un po’ più rispettosi e volerci bene come italiani. Non sono concorsi di bellezza. Non mi risulta che ci siano paesi più avanti di noi con il Recovery fund. E’ l’Ue che ci ha chiesto le linee guida e non i progetti. Dire che i lavori del comitato Colao, otto giorni di confronto con122 parti sociali, organizzazioni e parti produttive che è un’operazione di facciata, per me il confronto è fondamentale”. 

(LaPresse)

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