F1, Hamilton non sbaglia un colpo: Schumi è vicino. Altro disastro per la Ferrari

Le Rosse sono invece più lontane da ogni tipo di bagarre. Leclerc che partirà undicesimo è rosso di rabbia per una incomprensione con il muretto box in merito al tempo rimasto per evitare la bandiera a scacchi nell'ultimo tentativo

Foto LaPresse - Martin Rickett/PA Wire

ROMA – Nessun progresso, neanche uno spazio per provare a sognare e sperare. La Ferrari resta un ‘gambero rosso’ che fatica ad uscire da quel tunnel nella quale si è infilata ad inizio stagione: anche in Russia, sul circuito di Sochi, le due Rosse sono destinate a fare da comparsa non riuscendo entrambe a qualificarsi per la Q3.

A correre veloce, senza limiti, è invece sempre lui, Lewis Hamilton con la sua Mercedes che, prima sfiora l’eliminazione nel Q2, poi si inventa un giro super rischiando anche una penalità per aver tagliato alcun curve e si prende la 96/ma pole in carriera, successo accolto dal nutrito pubblico russo che ha esaltato, se ancora ce ne fosse bisogno, le sue qualità di pilota mai arrendevole, capace di rischare il tutto per tutto senza mollare un centimetro. In prima fila con lui ci sarà Max Verstappen, altro combattente che con la Red Bull strappa il secondo posto in griglia proprio nel giro finale al compagno di scuderia di Hamilton, Valtteri Bottas, sempre più scudiero del re. Quarto crono per Perez su Racing Point, davanti a Ricciardo (Renault) e Sainz (McLaren).

Ferrari in crisi

Le Rosse sono invece più lontane da ogni tipo di bagarre. Leclerc che partirà undicesimo è rosso di rabbia per una incomprensione con il muretto box in merito al tempo rimasto per evitare la bandiera a scacchi nell’ultimo tentativo. Il suo crono era in bilico, il monegasco voleva limarlo per non rischiare ma alla fine è rimasto fermo e ha pagato questa indecisione con l’eliminazione in Q2. Il suo plateale gesto di stizza quando è uscito dall’abitacolo dimostra la tensione che si respira in casa Ferrari: sono questi piccoli ‘salti di corrente’ che scaldano il clima. Il flop di Leclerc ha indirettamente origine dal testacoda di Sebastian Vettel (quindicesimo in griglia) che a circa due minuti dalla fine del Q2, nel tentativo di entrare tra i primi dieci ha forzato in curva 2, si è messo in testacoda e la vettura è andata a sbattere contro il muretto.

La rabbia di Leclerc

Leclerc che sopraggiungeva è stato abile ad evitare l’incidente e a non scontrarsi con il compagno di squadra. Il crash ha determinato bandiera rossa e nel tentativo finale dopo lo stop è stato beffato. “Sono arrabbiato, devo smaltire e calmarmi. La gara è domani, dove si devono centrare i punti E’ stato un weekend difficile. Stavo prendendo ritmo in qualifica, mi spiace non aver visto cosa avevamo come potenziale. Avrei preferito partire ottavo senza scelta gomme, cercheremo di massimizzare il risultato con quello che abbiamo”.

Poco in realtà. Lo stesso Vettel, da separato in casa, non sembra poter dare alla Rossa speranze di riscossa limitandosi a commentare il suo incidente: “Cosa è accaduto durante l’incidente? Volevo migliorarmi soprattutto nel primo settore e ho perso la macchina prima in curva 2 e successivamente in curva 4. Ho cercato di riprenderla, volevo evitare l’impatto e non ci sono riuscito ma comunque sto bene”.

Hamilton a un passo da Schumi

Hamilton, artefice di una pole mozzafiato, può adesso spingere per raggiungere Michael Schumacher per il numero di vittorie, 91. Il gp giusto sembra essere arrivato per appaiarsi al mito: “E’ stata una delle qualifiche più assurde della mia carriera, l’ho vissuta col cuore in gola fino alla fine. Dovrò partire con gomma soft e questo e’ il peggior circuito per partire dalla pole position”. Ma lui sa come si fa a vincere.

(LaPresse/di Luca Masotto)

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